Un mare di goal: "In barca a vela per superare ogni barriera"

Redazione
57034 Campo nell'Elba LI, Italia
27 lug 2019, 12:55

Sono salpati da San Vincenzo, in Toscana, alla volta dell'Isola d'Elba. Un'avventura in barca a vela, perché, come dice Gabriele Gaudenzi, educatore dell'associazione Tetragonauti, "navigare è un acceleratore di emozioni, aiuta a conoscere se se stessi e gli altri". Sono i ragazzi protagonisti di "Un mare di goal", il progetto messo in piedi proprio dai Tetragounauti, come capofila, insieme alle associazioni Minerva, di Milano, Eterotopia, di Palermo, e Exodus dell'Elba, con il contributo della Fondazione Vodafone. "Abbiamo partecipato al Bando Oso", conferma Gaudenzi. "Il budget complessivo è di 106mila euro e da Oso abbiamo ottenuto più della metà: 56mila euro".

Ma in cosa consiste esattamente il vostro progetto?

"Portare in barca a vela bambini con disabilità e i loro genitori. Quest'estate lo faremo con quattro gruppi di quattro bambini. Il nostro obiettivo è però ancora più ambizioso".

Cioè?

"Abbiamo un progetto integrato il sui scopo è imbarcare insieme ragazzi con disabilità e adolescenti in difficoltà, perché con precedenti penali, a rischio di dispersione scolastica, o affidati a case famiglia. Abbiamo già previsto la navigazione di tre gruppi misti, ciascuno con 4 adolescenti e 4 disabili. Naturalmente con loro ci saranno volontari e operatori".

Quando ha preso il via "Un mare di goal"?

"Il 14 luglio con un concerto inaugurale a San Vincenzo. Poi abbiamo fatto salire sulla nostra imbarcazione i volontari per un periodo di training. Quindi il 24 luglio abbiamo imbarcato i ragazzi del progetto Tukiki dell'associazione Minerva, una squadra di calcio per disabili cognitivi".

Cosa faranno nei prossimi giorni?

"Andranno per mare. E una volta in porto scenderanno a terra per attività sportive (calcio, sport acquatici, canoa) ed escursioni".

Perché proprio la vela?

"Perché in barca si scoprono qualità e difetti delle persone, si impara a convivere prima. E la vita comunitaria permette ai ragazzi di sviluppare capacità relazionali che poi torneranno utili nella vita di tutti i giorni. Ma è lo sport in generale a essere fondamentale e non a caso è questo lo spirito di Oso. Io ho un passato da professore di Educazione fisica e tecnico federale di Sci alpino paralimpico. Ora faccio l'educatore, ma ritengo lo sport fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle persone, soprattutto di chi ha disabilità: troppo spesso soffrono di limitazioni che lo sport aiuta a superare".

Da quando usate la barca a vela?

"Dal 2005, quando un gruppo di persone che credono nel nostro progetto ci ha messo a disposizione in comodato d'uso questa imbarcazione di 22 metri. Abbiamo iniziato portano a bordo i non vedenti perché il presidente dei Tetragonauti Marco Spagna è ipovedente. In 14 anni abbiamo ampliato di molto il nostro raggio d'azione".