Tiro: Andrea Liverani il miracolato andrà a Tokyo2020

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07 dic 2018, 00:29

4 settembre 2010: lo schianto in moto sul serbatoio di un camion. Il codice rosso. Oltre 3 mesi in rianimazione e 6 operazioni chirurgiche. A detta dei medici: un miracolato. Otto anni dopo la vita gli si rovescia come un calzino: da laggiù, con la vita in pericolo; a lassù, con la vita in trionfo. Ribadire che crederci sempre è uno status da fare proprio è un utile esercizio per…   crederci davvero. Per fare in modo che storie straordinarie come quella di Andrea Liverani non rimangano fine a se stesse ma innestino il meccanismo virtuoso. Mettere nel mirino la positività aiuta a cambiare angolazione della visuale quotidiana. Al punto che lui - che di mirino ne sa (più di) qualcosa - ha centrato da poco il doppio jolly: a Chateauroux, in Francia, nella prova di Coppa del Mondo di tiro a segno, ha realizzato il record mondiale con la carabina in R5 10 metri a terra mista (R5-SH2) e ha conquistato il pass per le Paralimpiadi di Tokyo2020, entrando nella storia di questo sport. “Dopo anni di allenamento per me è stato un grande onore e un’enorme soddisfazione raggiungere questo risultato. L’ho vissuto come una rivincita personale per la realizzazione della mia vita. Un ringraziamento va a chi mi ha sempre supportato. Lo sport mi ha restituito l’autonomia che avevo perso con l’incidente. Ho scoperto un mondo nuovo grazie all'aiuto del presidente della Briantea 84 Alfredo Marson, dell’allenatore Malik Abes e di tutto lo staff della società sportiva che mi ha introdotto al mondo dello sport paralimpico con il basket in carrozzina. Durante i primi allenamenti ero stupito dall’agonismo che vedevo in campo, oltre all’irrobustimento fisico che ogni giorno di più mi permetteva di essere indipendente ed autonomo. Tornando in salute in un modo per me tutto nuovo, sono migliorato anche psicologicamente riacquisendo la quotidianità “normale” che pensavo di aver perso per sempre. 
FUTURO “Mi piacerebbe continuare ad allenarmi e divertirmi come adesso, però al momento ho anche altri progetti in cantiere, ma per scaramanzia preferisco non parlarne ancora. Il prossimo obiettivo sulla pedana sono i Campionati Europei dal 4 al 6 dicembre a Belgrado. Nel 2019 i Campionati del mondo in Australia, a Sydney, e poi Tokyo 2020”.
Il 28enne milanese è un fiume in piena. Una piena fatta di voglia di essere protagonista della propria vita, di esplorare sempre nuovi orizzonti. La sua vita non è solo sport. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze giuridiche e lavora al patronato Inca Cgil di Milano. E ha fondato - assieme al fratello gemello Davide fratello e altri due amici che sono presidente e vicepresidente -l’associazione Jizen che promuove iniziative di volontariato nei Paesi più poveri rivolte a studenti universitari di facoltà scientifico-sanitarie. La prima esperienza la scorsa estate, con un gruppo di giovani del San Raffaele partiti per l’Indonesia: “I ragazzi che sono partiti hanno aiutato negli ospedali indonesiani e allo stesso tempo si sono divertiti. Spero che il prossimo evento sia altrettanto ambito”.
IL LIBRO Tra qualche mese, inoltre, uscirà anche il libro che racconta la sua storia in chiave romanzesca: “L’ho scritto con il contributo fondamentale del professor Raffaele Gianotti che è riuscito a mettere la mia storia in una chiave divertente e simpatica.  L’editore l'ho trovato grazie al contributo di Elisabetta Friggi e del dott. Michele Spinelli (che ha letto in anteprima la bozza del libro e mi ha spronato a pubblicare la storia). Sono entusiasta che inviando la bozza a vari personaggi sportivi di rilievo internazionale ho riscontrato parecchie note positive. La copertina è ancora in lavorazione al momento ed il libro dovrebbe essere pubblicato a fine settembre 2019”.

https://www.gazzetta.it/Paralimpici/29-11-2018/paralimpiadi-liverani-rinascita-poligono-tokyo-2020-mia-rivincita-310826301962.shtml