Storie dell'altro mondo: Pacheco, l'atleta che canta in metropolitana per poter correre

04 set 2019, 11:24

Quella di Alejandro Pacheco è una storia che arriva dall'altra parte del mondo e ci insegna l'importanza di sostenere, credere e investire nel futuro degli atleti paralimpici. Perché lo sport, e questo giovane messicano lo sa bene, è rinascita,  vita. 


Pacheco ha avuto una adolescenza difficile: a 19 anni, a causa di eccessi e abuso di droghe, è rimasto cieco. "Avevo molte dipendenze ed ero costretto a vivere per strada. Ho vissuto così molti anni fino a che non ho toccato il fondo" ha raccontato ai giornali locali. Quando a causa di un problema cerebrale è rimasto senza vista, ha deciso passo dopo passo di iniziare a combattere per riprendersi la sua vita: è sceso in pista.

Ha iniziato a correre come non aveva mai fatto prima. Ha cominciato a vincere medaglie: gareggiava in diverse competizioni, soprattutto i 1.500 metri (categoria T11, cieco e ipovedente). Ha cominciato a ritagliarsi spazio nella nazionale di atletica, a gareggiare per il suo Paese. Ma in Messico, a differenze di altre realtà come la nostra, "si fa fatica ad essere sostenuti economicamente. Se gli atleti stanno andando bene dovrebbe esserci una ricompensa o almeno un sostegno in  modo che possano raggiungere un livello migliore" dice Pacheco. Senza risorse, gareggiare in competizioni internazionali fuori dal suo stato era per lui impossibile. 


Così Pacheco ha preso una decisione: ogni mattina, prima di allenarsi, si è messo a cantare nelle metropolitane e fare l'elemosina. Saliva sul vagone della linea 3 di Città del Messico e, dopo aver intrattenuto con le canzoni i passeggeri, chiedeva qualche pesos per tirare avanti, per poter correre. Grazie a quei piccoli contributi, mattina dopo mattina, canzone dopo canzone, l'atleta è riuscito a partecipare ai giochi Parapan American Games di Lima 2019 ed è andato a medaglia, conquistando il bronzo nei 1500. 


Un risultato straordinario che però, purtroppo, potrebbe non cambiare le cose. Mentre in Messico la sua storia sta diventando nota, nella speranza che qualche privato sostenga le spese per le sue competizioni internazionali, Pacheco continua a cantare e narra del suo sogno: andare a Tokyo. Con l'elemosina, dice, non ci arriverà. Impossibile pagarsi il viaggio e c'è una "mancanza di sostegno da parte delle autorità sportive e Messicane". L'unica cosa che gli resta da fare, ora che ha ripreso in mano la sua vita dopo un passato complesso, è lottare, allenarsi e cantare "nella speranza che prima o poi sostengano noi atleti paralimpici nel realizzare un sogno".