Sport, disciplina e affetto: la Scampia che vince

27 apr 2021, 11:02

La chiamano “La Casa Con Il Cuore”, ed è situata nel cuore di Scampia. La palestra della ASD Champion Center sorge in una ex scuola abbandonata agli inizi del 2000 e poi utilizzata dalla camorra per nascondere armi e come “ricovero abusivo” dei tossicodipendenti. “Quando abbiamo cominciato i lavori la struttura era un rudere, ma grazie al lavoro delle famiglie del quartiere è diventata la casa di tutti” ci raccontano Massimo Portoghese, maestro di Karate e sua moglie Caterina, maestra di danza. 

 

La storia della palestra della ASD Champion Center è quella dei suoi maestri, dei suoi 400 ragazzi e delle famiglie che ogni giorno passano dalla palestra per dare una mano, se c’è bisogno, o semplicemente scambiare quattro chiacchiere. Chi solo qualche anno fa rubava biciclette, ora è entrato nella squadra dei carabinieri. Chi faceva il “cavallo di ritorno” (rivendeva auto rubate), ora ha un lavoro nelle demolizioni. Ragazzi che sono arrivati in palestra con gravi problemi personali, oggi sono brillanti atleti. Ma non è sempre possibile salvare tutti, c’è chi aveva un enorme potenziale, ma ora è in prigione… Queste sono solo alcune delle storie che ci raccontano Massimo, Caterina e Irma.  

 

“Ricordo ancora il gennaio del 2019, quando abbiamo tenuto la prima lezione di karate” aggiunge Irma, maestra di fitness e laureata in scienze motorie proprio grazie al supporto di Massimo e Caterina “i ragazzi sono entrati in palestra con l’atteggiamento dei veri scugnizzi napoletani, sono usciti con un nuovo senso del rispetto. È bastato dare loro responsabilità, disciplina, ma soprattutto affetto. E la divisa. La divisa, il kimono per il karate o il tutù per la danza, ti cambia la vita: ti dà un senso di appartenenza”.  

 

Lavoriamo tanto con le emozioni. A volte non facciamo attività fisica e la lezione si trasforma in un momento di confronto. Per questi ragazzi, che vengono da famiglie con grandi difficoltà e che magari hanno i genitori in prigione, che, pur essendo molto emotivi, spesso reprimono i loro sentimenti e che devono lottare con i pregiudizi, capire che hanno la possibilità di scelta è fondamentale” continua Caterina. 

 

Un altro elemento chiave è il confronto costante con la scuola: se non vanno bene a scuola per mancanza di impegno i ragazzi non possono neanche allenarsi. Ma se vogliono le porte della palestra sono aperte a tutti e c’è sempre qualcuno disposto a dare una mano e un supporto per lo studio. E i risultati si vedono: Umberto aveva tante difficoltà, ma ora si iscriverà all’università. Anche Irma, ci racconta lei stessa, a sedici anni ha passato un momento difficile, non riusciva più a studiare e stava per abbandonare la danza. Ma come diceva sua mamma, “quando inizi poi finisci”. Ora, grazie al sostegno di suo papà, di Massimo e di Caterina, ha due lauree ed è educatore formativo. “Mi hanno mandato lontano da casa per imparare e sono tornata più ricca e forte di prima, proprio grazie alla possibilità di vedere la differenza tra il mondo di Scampia e altre realtà” dice.  

 

“Grazie al mio ruolo di osservatore olimpico federale ho la possibilità di portare i ragazzi fuori da Scampia, mentre ragazzi esterni vengono da altri quartieri di Napoli o addirittura da altre città per visitare il nostro centro. Queste interazioni con altre realtà sono fondamentali per i ragazzi, perché permettono loro di capire che chi è più istruito è forse solo più fortunato, ma loro possono comunque mettersi in gioco per essere migliori” prosegue Massimo, subito interrotto da Caterina che aggiunge: “le nostre ragazze le riconosci per strada, dal loro portamento retto, fiero, elegante. E loro cambiano il quartiere con la loro luce. Questa è la soddisfazione più grande: trasformare una vita potenzialmente destinata al fallimento in qualcosa di positivo, in un elemento di cambiamento per tutto il quartiere.”