Redazione
07 ago 2017, 10:10

Special Olympics, lo sport e l'amore per i cavalli: la rinascita di Stefano

“Stefano parla poco e sorride ancora meno, ma quando è il momento di salire su un cavallo si accende. Cavalca con una straordinaria abilità innata e poi torna silenziosamente al suo tablet. Una luce che, anche solo se si riflette nello sguardo, per Stefano significa tanto e rappresenta  - racconta sua sorella Loredana - una rinascita, una vittoria per tutti noi. Una passione che dà forza, coraggio e permette di alzare la testa, aprirsi alla vita e al mondo. Stefano che sembra sempre assente, perso in pensieri lontani “parla ai cavalli”: con loro è riuscito a creare un contatto ed un legame meraviglioso, quella magia dell’essere insieme che è invisibile agli occhi. Ci vuole un altro sguardo allora, un altro sentire; un altro viaggio”.

 

LA STORIA Stefano Capone, 39 anni, vive a Pollenza, in un piccolo paese nella campagna maceratese. Abita con il papà Vincenzo, ex militare dell’Aeronautica, la mamma Teresa, ex impiegata di banca, e la sorella Loredana, di due anni più grande, veterinaria per cavalli. “Stefano - ricorda Loredana - all’età di 9 mesi ebbe le prime crisi epilettiche che non lo hanno più abbandonato. Fino ai sei anni di età, malgrado prendesse farmaci giornalmente, non destava preoccupazioni, era un bambino molto vivace. Poi la situazione iniziò a precipitare e l’epilessia di Stefano si rivelò essere di tipo farmacoresistente.  La scuola - prosegue la sorella - ha  evidenziato in Stefano un'estrema difficoltà nell’apprendimento e spesso è stato vittima di bullismo da parte di altri compagni: l’aspetto più triste è sempre stata la poca empatia dimostrata da tutti gli insegnanti, spesso anche da quelli di sostegno che gli venivano, di anno in anno, assegnati”.

 

IL METODO DOMAN “Stefano - prosegue Loredana - ha praticato sport fin da piccolo, ma durante l’adolescenza il peggiorare della malattia e i vari tentativi infruttuosi di trovare una cura con diversi farmaci antiepilettici lo portarono ad una situazione di grave sovrappeso e conseguente difficoltà a praticare attività fisica. I nostri genitori si rivolsero allora al dottor Doman, medico statunitense specializzato in riabilitazione neurologica e grazie al suo metodo, fatto di stimolazioni motorie e sensitive continue, anche 4 ore al giorno di ginnastica a terra e corsa all’aperto, le condizioni fisiche di Stefano migliorarono riportandolo ad un peso corporeo normale che gli ha permesso di riprendere a fare sport e di condurre una vita attiva”.

 

INCLUSIONE E AUTONOMIA L’incontro con il maestro di karate, Renato Fratini, fu decisivo. Stefano, grazie alla sua grande umanità, si appassiona a questo nuovo sport fino a diventare cintura nera, 2° dan, ma soprattutto, per la prima volta, integrato in un gruppo di ragazzi della sua età.  Dopo numerose  ricerche, rivelatesi infruttuose, l'attenzione dei genitori, concentrati anche sull'opportunità di indirizzare il figlio in progetti lavorativi, si tramutò nell'ospitare, all'interno della propria proprietà, un maneggio. Stefano accudisce con cura i cavalli, ha la gestione delle scuderie; un rapporto intenso che fa crescere anche l'amore e la passione per  l'equitazione.

“A gennaio di quest'anno - racconta la sorella - insieme al mio collega veterinario Stefano ed Alessia, con grandi sacrifici abbiamo rilevato l'intera struttura e tutti i cavalli fondando l’Associazione Sportiva Dilettantistica la Brigata degli Unicorni, Team Special Olympics. Insieme ad altri due tecnici equestri, Mauro e Francesca, seguiamo diversi atleti, con e senza disabilità intellettive, una grande famiglia nel segno dell'inclusione e del rispetto di ognuno, a livello umano e sportivo. In tutto questo percorso il punto di riferimento è sempre stato Stefano”.

 

GLI ORI DELLA VITA “Oggi percepiamo la meraviglia negli occhi di chi lo guarda salire a cavallo, sentiamo i complimenti degli spettatori così come di istruttori. A Biella, in occasione degli ultimi Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, Stefano ha conquistato, nel working trail e pole bending, due medaglie d'oro. Gli ultimi riconoscimenti di una vittoria che va oltre, che nasce dalla fiducia, dal garantire opportunità, dall'esserci, sentirsi vivi, crescere”.