"Sogno la mia indipendenza. La conquisterò planando sull'acqua in carrozzina". Intervista a Ilaria Naef, atleta dell'estremo

07 set 2019, 18:32

Le ali della libertà hanno due ruote. Se poi le alimenti con un carburante fatto di sana pazzia, tenacia, e la forza di una meravigliosa amicizia, chissà,  forse il sogno potrebbe anche prendere il volo. E come inizia un sogno? Planando sull'acqua in carrozzina. 
Ilaria Naef ha 25 anni, una laurea e un sorriso di fuoco: vive in sella a una carrozzina fin da piccola ma non smette mai di osare. Il suo ultimo azzardo, insieme al campione di moto freestyle Vanni Oddera, è fissato per il 18 settembre a Savona: con una speciale carrozzina "acquatica" volerà sull'acqua, tenterà di raggiungere 30 nodi di velocità e salterà da una rampa per battere un nuovo record. Pazzia? "Ma più che altro - ci racconta Ilaria - è la voglia di portare avanti i miei desideri".


Lei, che è una atleta estrema, ha sogni umili: il primo è essere indipendente. Vuole lasciare la casa dove vive a fatica il rapporto con i genitori che non accettano il suo conciliare disabilità con i salti mortali, quelli che fa davvero in sella alla carrozzina. Lo scorso inverno, a Prato Nevoso, ha effettuato un backflip, un giro della morte durante una esibizione della sua disciplina, il WCMX, lo skate in carrozzina.  Il suo secondo sogno è vivere di sport, il terzo "magari, mi piacerebbe" racconta,  è trovare "un lavoro. Ho una laurea e ho studiato tanto. Se non riesco a vivere di sport vorrei trovare un lavoro nel mio campo (traduttrice, parla quattro lingue, ndr)". Intanto, il primo sogno, dopo l'impresa di Savona potrebbe diventare realtà. Come e perché lo raccontano Vanni, campione che da 11 anni aiuta i disabili con la mototerapia, e Ilaria.


Il 18 settembre, con una carrozzina speciale, tenterete un nuovo record. Di cosa si tratta?

VANNI: "E' una figata. Ilaria planerà sull'acqua trainata da una moto e a bordo di una speciale carrozzina. Questa carrozzina le permetterà letteralmente di sciare sull'acqua e puntiamo a raggiungere il nuovo world record, portandola a 30 nodi di velocità ed eseguendo un salto".


ILARIA: "Il difficile sarà mantenere l'equilibrio. Ho già testato la carrozzina e funziona, ma non è semplice bilanciarsi bene in acqua. Comunque sono molto felice di provare. Certo che non ho paura".


Come vi è venuta questa idea?
 

VANNI: "Io da 11 anni ho creato la mototerapia: porto i ragazzi con disabilità ad avvicinarsi al mondo delle moto, li faccio provare, correre, divertire. E' un modo meraviglioso per stimolarli e fargli trovare fiducia o testare altri sport estremi. Dopo che provano però per molti di loro la cosa si ferma lì: e chi li ha 6000 euro per carrozzine speciali con cui magari sciare o andare in acqua? Così, con l'aiuto di Officine Rizzoli e un gruppo inglese, io e il mio team abbiamo creato una carrozzina tutta in uno: ci puoi sciare, planare sull'acqua, fare sport e anche usarla normalmente. E' bella l'idea di testare al massimo questo prototipo, a partire dall'acqua e da Savona, ed Ilaria è entusiasta di farlo".


ILARIA: "Mi piacciono le idee di Vanni e ho già provato la carrozzina. Fa tutto.  Non vedo l'ora di provare il record. Sono appena tornata dai mondiali di skate in carrozzina, dove sono arrivata seconda, ed ho ancora molta voglia di cimentarmi in nuove imprese".


Se l'impresa dovesse riuscire realizzerete il sogno dell'indipendenza?
 

VANNI: "Io lo faccio per lei: se verranno in tanti a vederla e si parlerà della forza di questa ragazza forse con l'aiuto degli sponsor Ilaria riuscirà ad uscire di casa. Vive in un posto dove non è semplice muoversi con la carrozzina e ormai fa fatica nel rapporto con i suoi genitori. Con i soldi potrebbe realizzare il suo sogno".


ILARIA: "Posso solo dire che è quello che voglio. I miei non accettano ciò che faccio e io voglio poter essere libera di vivere da sola".


Quali barriera abbattono gli sport estremi per disabili e la mototerapia?


VANNI: "Tantissime. In undici anni ho portato in sella migliaia di ragazzi. Non solo si divertono, ma crescono, abbattono il senso di impotenza che a volte hanno a causa dei loro problemi. E la cosa meravigliosa è che spesso si crea una tribù: ragazzi che diventano amici grazie allo sport, alla moto, centinaia di famiglie che dialogano, si appassionano, si uniscono".


ILARIA: "Molti pensano che chi è su una carrozzina, chi è disabile, debba restare in casa. I genitori vedono i loro figli solo come più fragili, diventano ultra apprensivi, alla sola idea di fare provare a qualcuno di loro lo skate - e parlo dei ragazzi con disabilità simile alla mia - si ritraggono, negano. Poi scoprono che lo skate, la moto, i salti, gli sport estremi sono vita, ridanno entusiasmo, sono nuove e divertenti sfide.  Io lo dico sempre: noi possiamo fare tutto quello che fanno gli altri e anche di più. E possiamo dimostrarlo".

 

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