Sognando Tokyo. Così Obiettivo3 questo weekend apre le porte a tutti gli atleti. Zanardi: "Vince la passione"

Redazione
Padova PD, Italia
08 nov 2019, 17:18


Masterclass, allenamenti, test. Ma soprattutto un enorme spirito di gruppo. E' un weekend di prove verso il futuro quello  da venerdì 8 a domenica 10 novembre dove il nuovo Campus di Obiettivo3, raduna al centro Oic del quartiere Mandria a Padova, tutti gli atleti, lo staff tecnico e i collaboratori del progetto fondato da Alex Zanardi.


 Un appuntamento fondamentale sulla strada che porta alla Paralimpiadi di Tokyo, ma non solo, visto che la tre giorni serve anche per accogliere i nuovi atleti reclutati dal progetto, aprire le porte di O3 a chi vorrà candidarsi, e rinsaldare un’unione di gruppo già molto solida. 


"Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto principale", sorride Alex Zanardi. "E' un bellissimo momento per stare insieme in un periodo di off season. Per questo il tema principale è quello di alimentare questa grande passione, rendendo sempre più piacevole il nostro percorso e cominciando a capire cosa servirà per alzare ancora il livello atletico". 

Obiettivo3 più che un gruppo è una grande famiglia sportiva. Dove c’è chi è appena entrato e chi è già ben indirizzato verso il coronamento del sogno paralimpico: "Alcuni atleti coltivano speranze enormi di centrare la qualificazione a Tokyo. A loro il Campus è utile per mettere a fuoco il percorso e comprendere cosa bisogna fare per arrivarci nelle migliori condizioni possibili. Per tutti gli altri, invece, l’obiettivo è a più lunga scadenza. Anche se non bisogna mai smettere di crederci". Obiettivo3, fondato nel 2017 per avviare e sostenere persone disabili all’attività sportiva, ha reclutato finora più di 60 atleti. Come dice il nome stesso del progetto, l’ambizione è quella di portare almeno 3 di questi atleti a raggiungere la qualificazione alle paralimpiadi di Tokyo. Il traguardo è vicino, anche se Obiettivo3 non si esaurisce qui. "Obiettivo3 è soprattutto ispirazione, un messaggio che cerchiamo di condividere", conclude Zanardi. "Tutti noi siamo al mondo per fare il massimo di quello che è possibile. I nostri ragazzi possono essere d’esempio per tante altre persone".