Fish Moreno
08 ago 2018, 08:00
11013 Courmayeur AO, Italia

Sky way del Monte Bianco

Nel ragionare a mente fredda dopo la Sky Way del Bianco, non riesco a nascondervi il susseguirsi di emozioni provate.

Fin dal primo sopralluogo fatto con gli organizzatori, avevamo capito che non era uno scherzo o una normale passeggiata. Si divideva in 2 viaggi. Una Vertical “comune” dall’ accesso al bosco fino ai piedi del traliccio. Da li in poi, si trasformava in una lungo sentiero alpinistico, dove ho messo sotto torchio la protesi che stavo usando.

Il bello è avvenuto subito appena passato il traliccio, dove una saggia guida, mi ha fermato e ha sondato le mie reali intenzioni e possibilità. Non mi piace farmi prelevare dagli elicotteri. Preferisco farmi in 4 per raggiungere il mio obiettivo, piuttosto che indietreggiare. Abbiamo atteso il passaggio degli altri concorrenti e da li in poi, una piccola prova su 30 m. di corda che ha portato in sintonia tutti quanti.

“Facciamo così…” ed è partita la costruzione del bulino di “sicura”.

Mi è venuto spontaneo dire: “tu dici, io faccio!”.

E da quel momento è cominciata la Courmayeur Mont Blanc SkyRace…lungo un “sentiero” molto impegnativo, dove la sicurezza per chi soffre di vertigini è messa a dura prova. Testa bassa e guardare a terra. Controllo bene gli appoggi e i punti di tiro. Ma la mia fortuna, non scontata, è quella di avere la guida Lucio Trucco davanti e dietro un alternarsi tra Luigi De Riz e Luca Acerbi ad ascoltare, controllare e a farmi da passa/togli stampelle dove erano necessarie.

Il viaggio è durato quel che serviva per “presentarci”, nella speranza che ci siano altre possibilità per me di testare altri sentieri in Val d’Aosta. Scoprire che a mia insaputa, Lucio aveva guidato Oliviero Bellinzani (Xania), mi ha fatto un sacco piacere e mi ha rimpicciolito così tanto che nel momento in cui mi ha chiamato a parlare con lui (“vieni qui che è meglio che ci parliamo bene io e te”), non sapevo se potesse reggere il confronto che da li a poco mi avrebbe fatto. Mi chiedevo cosa potessi fare io per soddisfare una così grande guida che ha portato l’uomo con le ali in giro per la valle.

Potevo solo essere me stesso…nulla più. I limiti, sono solo nella testa. Dovevo solo “tirarmi su di braccia a bomba”!

Alcuni problemi alla gamba buona, stanca e ammaccata, sono stati sistemati grazie alle “coccole” della Technos Medica il giorno prima. Respirazione, alimentazione ed idratazione erano apposto. Non potevo fallire questa possibilità che mi e ci era stata concessa.

Grazie mille e alla prossima ragazzi

Moreno Pesce e Team3gambe

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