Sitting volley, l'ariete Simone più forte di Cushing al raduno azzurro a Missaglia

Redazione
23873 Missaglia LC, Italia
simone_a_muro.jpg
simone_a_rete.jpg
19 gen 2019, 10:13

Dalla diagnosi che nessuno vorrebbe, alla convocazione che ogni atleta sogna. In mezzo una determinazione che non si piega, va oltre il “nonostante tutto” e avanza imperterrita. Risultato: dopo soli 3 anni, quando gli hanno comunicato che aveva la malattia di Cushing, Simone Drigo sta per indossare la sua prima maglia azzurra. Da venerdì 18 a domenica 20 gennaio, a Missaglia, sarà in raduno con la Nazionale di sitting volley. Il 32enne originario di San Vito al Tagliamento (Pn), da aprile a Codognè dov'è responsabile sicurezza - è laureato in scienze ambientali con il massimo dei voti - in un'azienda metalmeccanica, giocava a pallavolo a buoni livelli, finchè è arrivato il crocevia che l'ha costretto a svoltare.

L'ARIETE “Questa malattia rara è dovuta ad un adenoma ipofisario, colpisce la ghiandola che regola tutti il sistema ormonale corporeo. Me l'hanno diagnosticata a inizio 2016, i sintomi sono stati la stanchezza e il notevole aumento di peso, da 90 a 130 kg, in breve tempo. All'inizio non è stato facile: fino a quel momento ero sempre in salute, tutto a un tratto mi sono ritrovato ad entrare e uscire sistematicamente dagli ospedali. Un ruolo importante l'hanno avuto i miei amici più stretti, la famiglia e la mia fidanzata Giulia che mi hanno sempre sostenuto. Nonostante tutto non mi sono mai perso d'animo. Tutti mi dicono che sono come un carro armato: non mi ferma niente. Sarà anche colpa (o merito, ndr) del mio segno zodiacale, ariete. Purtroppo la malattia non è passata del tutto, si sono manifestate altre problematiche ma non ho mai mollato e sono riuscito a riprendere a giocare a pallavolo, anche se in modo diverso. Il sitting volley mi ha permesso di credere di nuovo in me stesso, trovare una valvola di sfogo e un ambiente di aggregazione che mi mancavano”.

Lo sport, la pallavolo, il gruppo gli mancavano come il pane. Voleva riappropriarsi di quelle emozioni, così ha trovato un modo per tornare: “Faccio parte della società Kosmos Volley di Zero Branco (Tv) che al suo interno pratica anche il il volley da seduti con il progetto Sitting Kosmico, siamo allenati da Marco Mestriner”.

SOGNO AZZURRO Poi da cosa nasce cosa, quella volontà di ferro innesca un meccanismo virtuoso che porta lontano. Un debutto azzurro così precoce, però, forse non se l'aspettava nemmeno lui: “E' arrivata questa grande soddisfazione personale, penso che vestire la maglia azzurra sia il sogno di tutti. Mi godrò questo momento e poi sarà quello che sarà”. “Sarà come sarà, se sarà vero” canta De Gregori in “Ti leggo nel pensiero”. Di certo è vero che crederci sempre ne vale la pena: “Il mio obiettivo stagionale è partecipare al campionato nazionale di sitting volley ed entrare a far parte stabilmente del gruppo della Nazionale. Il sogno è partecipare agli Europei di sitting di quest'anno, a luglio, in Ungheria, ma prima ci sono le qualificazioni a Porec (Slo), a fine febbraio, e alle Paralimpiadi a Tokyo 2020”.

Simone, inoltre, è impegnato affinchè il sitting volley possa continuare il suo processo di crescita. Tant'è che a dicembre ha organizzato a Zoppola, in provincia di Pordenone, un evento dimostrativo (nel video) con i ragazzi della locale Polisportiva Sigma che hanno potuto provare questo sport: tutti giù per terra per abbattere le barriere: “Vorrei contribuire a diffondere questo sport nelle scuole e tra le società che praticano indoor sia in Veneto sia in Friuli Venezia Giulia”.

Avanti tutta, stile carro armato, appunto.