Redazione
02 dic 2017, 15:30

Simone aspirante squalo mondiale

Altro che pesce fuor d’acqua, tant’è che è campione europeo. In acqua da quando aveva 4 mesi, all’orizzonte vede il Messico che dal 2 al 7 dicembre ospita i Mondiali di nuoto paralimpico che avrebbero dovuto tenersi a settembre ma furono rinviati a causa del terremoto. “Il mio obiettivo è, prima di tutto, divertirmi. Fare un’esperienza che mi possa far crescere dal punto di vista atletico e personale e migliorarmi sempre di più” sottolinea Simone Barlaam. Il 17enne lombardo ha preparato la rassegna iridata in Australia, a Sydney, dove vive da alcuni mesi nell’ambito dell’High School con WEP, l’organizzazione leader nella promozione di esperienze di studio e lavoro all’estero per ragazzi, un programma che permette agli studenti delle scuole superiori di trascorrere fino a un anno scolastico in una scuola di un altro paese, vivendo in una famiglia del posto per tutta la durata del soggiorno. Queste le sue gare: 100 dorso e staffetta 4x100 sl sabato 2 dicembre, 100 sl lunedì 4, 50 sl (dove Simone è primatista europeo, detentore del primo crono mondiale dell'anno) giovedì  7.

PREPARAZIONE …   MONDIALE “Il ritmo degli allenamenti - spiega Simone - è aumentato, ma la scuola australiana mi ha aiutato molto. A causa delle sessioni prima delle lezioni, spesso arrivavo in ritardo a scuola. La mia host mom ha parlato con il Dirigente scolastico che mi ha dato la tessera da ‘Elite Sport Training’ per giustificare i ritardi mattutini. Fino al mondiale la mia preparazione è gestita da Massimiliano (Tosin, ndr), il mio coach, che dall'Italia mi invia quotidianamente gli allenamenti, cosa non facile a causa del fuso orario. Dopo le gare dei Mondiali mi allenerò con la squadra della città. I metodi di allenamento qua sono completamente diversi, sono rimasto molto impressionato. Già da giovanissimi - 12-13 anni - fanno i doppi allenamenti: quello della mattina inizia alle 5 all’aperto, poi in acqua fino alle 7”. Alla settimana sono ben 17 sedute: 11 in vasca e 6 in palestra, per circa 50 km percorsi in acqua. “Sin da piccolo ho sempre pensato di fare l’High School Program. Oltre a perfezionare l’inglese, è un’opportunità incredibile per la mia formazione. Le piccole sfide da affrontare lontano da amici e famiglia ti insegnano ogni giorno qualcosa su te stesso e sul mondo”.

LA STORIA A causa di un’ipoplasia congenita all’arto inferiore destro, Simone è nato con una rara patologia che ha provocato uno sviluppo ridotto del femore: “Ho fatto moltissimi interventi chirurgici fino ai 12 anni. Senza riabilitazione rischiavo che la gamba si fratturasse ogni volta che toccava terra”. In questi anni ha sempre nuotato, anche a livello agonistico, ma il nuoto è diventato qualcosa di più importante solo due anni e mezzo fa, quando ha conosciuto Tosin, il suo allenatore FINP, e il gruppo di atleti della nazionale paralimpica italiana, iniziando ad allenarsi ne 2015 con la Polha Varese con miglioramenti sorprendenti.
TRA GLI SQUALI BIANCHI “Il mio sogno nel cassetto è vivere all’estero, parzialmente lo sto già realizzando. Poi vorrei riuscire a raggiungere obiettivi maggiori partecipando a competizioni sempre più prestigiose. Un altro sogno che ho sempre avuto sin da bambino è fare un’immersione in una gabbia con all’esterno gli squali bianchi, chissà che qui in Australia non riesca a realizzarlo”.


http://www.gazzetta.it/Paralimpici/02-12-2017/paralimpici-squalo-simone-ha-preparato-sydney-mondiale-2301041071527.shtml