RICCARDA AMBROSI – “Una vita sui campi di bocce”

11 nov 2021, 12:15

I nuovi super eroi della contemporaneità

#oltreladiversità 

Atleta e campionessa italiana di boccia paralimpica e non solo. Riccarda ha iniziato a giocare quando aveva cinque anni grazie al padre Giovanni, grande appassionato di bocce. Soffre di una distrofia muscolare che comprende tutto il corpo, perciò, anche se riusciva ad allenarsi e a tenere le gare, faceva fatica ad arrivare ai livelli di quelli che magari non avevano problemi agli arti superiori. È così come sotto consiglio del presidente della Federazione Italiana Bocce Marco De Sanctis ha deciso di approcciare la boccia paralimpica:

“Così da Padova mi sono spostata a Milano e ho iniziato ad allenarmi con Mauro Perrone e con l’attuale ct azzurra Giada Zoli. Dopo un anno di allenamenti ho iniziato a vincere qualche torneo, raggiungendo l’apice con il titolo italiano della categoria BC4 conquistato a Torino nel luglio 2019. Nella Boccia ho trovato lo sport che posso praticare senza problemi, perché riesco a impugnare le bocce, gestendo meglio la forza”.

La boccia è uno dei due sport (l’altro è il goalball) a non avere una analoga competizione olimpica. La bellezza di questo sport è la sua particolarità di permettere anche alle disabilità fisiche più gravi di poter giocare. A differenza della boccia, la boccia paralimpica si gioca in palestra e con delle bocce di pelle diverse di più facile gestione. Inoltre, a seconda sempre della disabilità ci sono anche delle categorie in cui è consentito l’aiuto di un tecnico. Nella boccia paralimpica, uomini e donne giocano insieme e sono suddivisi in quattro categorie (BC1 – 4 in base al grado o tipo di disabilità partendo dalle più gravi che appartengono alla categoria BC1). Riccarda tira da sola e fa parte della categoria BC4. 

Tra impegni federali, sportivi e il sogno paralimpico

Riccarda è autrice di articoli scientifici sulle patologie neurodegenerative e neuromuscolari, sui problemi dell'accessibilità e sugli sport paralimpici. Consigliere di Anchio, Onlus di Milano che favorisce l'inclusione al contrario di bambini disabili verso bambini normodotati. Presidente dell'Associazione "Tutti in acqua Onlus", creata a Iseo per promuovere lo sport e l'integrazione tra le persone con difficoltà motorie e relazionali e le persone normodotate, scopo sociale che favorisce anche il turismo accessibile e la gestione di eventi dedicati. Per la Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali del Comitato Italiano Paralimpico, è Referente Scuola per i rapporti con le famiglie per l'Academy Calcio di bambini amputati e cerebrolesi. Membro della Commissione Paralimpica della Federazione Italiana Bocce, che si occupa di atleti normodotati e di atleti paralimpici e con difficoltà motorie e cognitive.

Più recentemente è stata eletta nel Consiglio Federale della Federbocce e ci tiene a ribadire il suo impegno sui due fronti, quello dirigenziale e quello di atleta di boccia paralimpica:

“Sto mettendo il massimo impegno e continuerò a farlo. Mio padre, che era un grande appassionato della nostra disciplina, oggi sarebbe orgoglioso di vedere sua figlia campionessa italiana ed essere stata eletta nel Consiglio federale della FIB”.

In questo senso Riccarda ha le idee ben chiare e una grande ambizione: partecipare alle Paralimpiadi ma anche vedere un azzurro farcela (L’Italia non ha mai partecipato alle Paralimpiadi nella boccia e non è riuscita a qualificarsi per Tokyo 2020) per cui bisogna già pensare alla programmazione verso Parigi 2024,

“Io ho partecipato a tre edizioni delle Paralimpiadi in qualità di inviata di Ability Channel, magazine online sulla disabilità positiva, e posso affermare come questa sia la più grande esperienza sportiva che si possa vivere. Personalmente è un sogno e lo inseguirò, ma sarà altrettanto importante che l’Italia possa essere presente in Francia tra tre anni e mezzo”.