"Paracanoa, così ci prepariamo ai Campionati di velocità"

Redazione
Ferrara FE, Italia
12 ago 2019, 11:06

“Ci stiamo preparando ai Campionati italiani di velocità che si disputeranno il 7 e l'8 settembre a Milano: sono sicuro che porteremo a casa diverse medaglie. Due ori li considero praticamente garantiti, perché abbiamo in squadra un ragazzo straordinario che al momento non ha rivali sul territorio nazionale”. Mauro Borghi è direttore del Centro di avviamento allo sport paralimpico (Casp) di Ferrara e nel Canoa club del capoluogo emiliano si occupa degli atleti che praticano paracano.

A metà giugno il circolo ferrarese ha ospitato i Campionati nazionali di discesa, ora la squadra si prepara all'appuntamento di fine estate. Il momento giusto, quello tra i due eventi più attesi a livello italiano, per fare il punto sul movimento della paracanoa.

Borghi, è uno sport che attira sempre più disabili?

“Il vero boom c'è stato quattro anni fa quando la canoa è diventato uno sport paralimpico. Da quel momento si sono moltiplicate le manifestazioni, dai Campionati europei ai Mondiali. E quindi è cresciuto anche il numero di aspiranti atleti. Tuttavia quelli che competono a livello agonistico in Italia sono alcune centinaia. E il numero si restringe a circa 100 se si considerano solo chi ha disabilità fisiche e non cognitive, gli unici al momento che sono ammessi alle Paralimpiadi. Penso che però presto le cose cambieranno e la partecipazione verrà allargata a tutte le forme di disabilità”.

A chi consiglia la canoa come sport?

“I ragazzi che si avvicinano a questa attività sono soprattutto quelli che hanno perso l'uso delle gambe: nella canoa praticamente non si usano e loro possono esprimere al meglio la loro voglia di agonismo. Inoltre spesso questi giovani hanno tronco e braccia molto allenati perché si muovono in carrozzina o con le stampelle e quindi con le pagaie posso sprigionare tutta la loro potenza”.

In Italia sono molto diffusi i circoli che permettono ai disabili di praticare canoa?

“Purtroppo no. Il Canoa Club di Ferrara è completamente accessibile. Dai servizi, alla segreteria, all'imbarco, tutto è progettato in modo che i disabili possano essere autonomi. Un'altra struttura del genere esiste a San Giorgio di Nogaro (Udine) e a Milano c'è un circolo simile che però non è totalmente accessibile. In realtà le nuove strutture dovrebbero per legge non avere barriere architettoniche, il problema è non se ne realizzano da tempo in questo settore”.

Proprio a Milano, a inizio settembre, si disputeranno i campionati italiani di velocità. Ci spiega di cosa si tratta?

“Si gareggia su una distanza di 200 metri, un tracciato rettilineo diviso in 9 corsie. Quindi ci saranno batterie da 9 atleti e poi le semifinali e le finali. Ci sono due categorie di imbarcazioni: il K1, del tutto simile alla canoa usata dai normodotati, e il V1, che lateralmente ha una sorta di bilanciere per permettere di stare in equilibrio anche se l'atleta non ha in controllo dei muscoli addominali, situazione frequente in chi ha lesioni spinali molto alte”.

Lei chi farà scendere in acqua?

“Ho tre atleti che si stanno allenando. Uno mi porterà di sicuro un oro. Anzi due, perché gareggerà in entrambe le categorie, K1 e V1. E' il più forte in assoluto nella velocità in questo momento”.

Di chi si tratta?

“Si chiama Saif Eddain Gasmi. Ha 15 anni e quando ne aveva 3 è caduto da un balcone perdendo l'uso delle gambe. Ma scommetto anche su un ragazzo non vendente: il podio è alla sua portata e forse anche l'oro”.