Redazione
12 ago 2017, 12:09

“Non è possibile che sia impossibile”

“Non è possibile che sia impossibile”. Parla Matteo Fanchini, che non parla e basta. Lo dice, lo fa e lo fa fare. “Le guide hanno un po’ paura, tant’è che le scuole non volevano lasciarmi sul surf  perché credevano fosse pericoloso. Finché ho trovato due persone di Livorno che avevano fatto nascere un progetto di surf per persone con disabilità motoria tra le scuole della Toscana. Mi hanno detto: “Se vuoi ti facciamo provare quesa tavola a idrogetto (a motore, ndr) sdraidato. Io invece mi sono alzato in piedi e ho iniziato a divertirmi. Poi ho provato anche il sup (lo stand up paddle, ndr) e quando hanno visto che rimanevo in piedi hanno esclamato: impossibile!”. Termine che il 46enne di Arona non conosce. Le prova tutte e ci riesce: dallo sci - “dove ho rischiato diverse volte” - allo snowboard, lancio sul paracadute con la Folgore, biathlon, triathlon e altri ancora.

PAGAIA BIANCA Ora surf e e sup. “Dal 18 sarò ai campionati italiani di sci nautico a Recetto (No), ma punto soprattutto ai Mondiali di adaptive surf, a novembre, in California. La tappa preliminare è il 17 ottobre a Torre Grande, in Sardegna, ai campionati italiani indetti per la prima volta dalla FISW (la Federazione Sci Nautico e Wakeboard, ndr) per accedere alla rassegna iridata. Mi piacerebbe partecipare ma devo allenarmi e poi c’è anche il problema del costo che per un non vedente è doppio visto che serve anche la guida”.

Matteo lavora per sé e per gli altri non vedenti come lui. Per questo ha realizzato il progetto “Pagaia bianca”, un format a livello nazionale con corsi integrati e inclusivi. Integrati perché partecipano anche le guide e anche persone con disabilità - motorie, relazionali e alcune pluriminorazioni -, inclusivi perché fino a poco tempo fa il sup era considerato non accessibile a chi non ci vede. “Proporre sport di equilibrio a un non vedente migliora le sue capacità di equilibrio e la propriocezione, consentendo di comunicare più facilmente con gli altri quando si trova in contesti come l’autobus il che favorisce anche il maggior utilizzo dei mezzi pubblici creando conseguenti momenti aggregativi: ecco, anche questo - spiega Matteo - favorisce l’inclusione”. In Italia si stanno costituendo diversi centri Pagaia Bianca dove i non vedenti trovano tutto il supporto necessario. “Al momento ce ne sono nove: Arona (quello creato da matteo, ndr), Tirrenia, Livorno, Roma, Bari, Vasto, Cesenatico, Lignano Sabbiadoro, Genova. Stiamo inoltre l'albo delle guide e la rete dei centri pagaia bianca”.

ECLETTICO Matteo, l’eclettico, ha militato in quattro Nazionali diverse: sci nautico, biathlon, triathlon e ora surf. “Ringrazio Luciano Serafica, il primo che ha voluto creare un movimento paralimpico in una fedezione di normodotati. Ora stiamo lavorando per far nascere ufficialmente l'Adapted surf. Le sensazioni sulla tavola da surf sono molte più belle di quello che provo quando mi trovo sullo sci, perché tutta la mia concentrazione è sul fragore dell’onda che arriva da dietro, da lì capisco quant’è potente l’onda e la guida è quindi meno importante rispetto ad altri sport, c’è una maggior condivisione con la forza della natura”.

OLTRE ALLO SPORT Matteo ha una scuola di sup flate water dove insegna anche ai normodotati per poter reclutare gente che faccia poi da guida ai non vedenti e finanziare i corsi, garantendo così la gratuità ai non vedenti, innescando così un meccanismo virtuoso.

Inoltre nella sua associazione Sette Laghi Sup si promuovono progetti di ricerca e sviluppo di tecnologie per facilitare la pratica sportiva ai non vedenti. Come il GPS che fornisce informazioni sotto forma di vibrazioni alle caviglie per il sup, ma che diventerà utile anche per la vela d’altura. “A proposito, vedendo i solitari che viaggiano di notte, una regata in solitaria vorrei farla anch’io. Si può, certo, però servono molte risorse economiche”.