Redazione
02 apr 2018, 16:44

Nella giornata dell'Autismo gli occhi di Carlos

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo. La storia di Carlos

 

Carlos nasce nel 1993. E’ uno scricciolo di 2 chili e 80 grammi tirato fuori con un cesareo. Siamo rimasti in ospedale per 24 giorni. Rifiutava il latte ed era sceso a 1 chilo e 600 grammi. Anziché mangiare, dormiva. Cadeva in letargo la sera presto per risorgere al mattino, sempre con un enorme sorriso stampato in viso. A 3 anni e mezzo Carlos sa pronunciare 8 parole e mangia ancora a stento. Inizia le sedute di logopedia e viene seguito da una neuropsichiatra che l’avrà in cura per i futuri vent’anni. Per qualche ora al giorno va alla scuola materna, con un programma semplificato. Facciamo passetti piccoli. I dottori mi dicono che c’è un lieve ritardo evolutivo, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe ma non sanno capire cos’è. Iniziano gli esercizi per aiutare mente, cervello e mano a collaborare nella scrittura. In questo periodo, durante un viaggio, Carlos scopre il piacere del cibo e diventa una buona forchetta! Quando lo accompagno a scuola dobbiamo fare tappa fissa in bagno appena arrivati, per rassicurarlo. Poi, quando sono giù in strada, i saluti dalle quattro finestre, categoricamente sempre nello stesso ordine. Accade che Carlos stia a casa per la febbre. Al ritorno so che mi attende il rituale del bagno. Invece arriva di corsa, mi prende per mano e mi fa vedere che in un angolo c’era, un po’ nascosta, una piastrella leggermente rotta. Non riesce a spiegarsi in modo chiaro, arriva così la maestra che dice “E’ vero. Questa piastrella e’ stata rotta mentre lui era a casa ammalato” I dettagli! Ecco cosa vedono prima di tutto gli occhi di Carlos. Sono gli occhi di una persona autistica.

Il periodo più brutto della mia vita è nell’agosto del 2000. Carlos ha la pressione altissima e necessita un ricovero urgente. Ci siamo rimasti un mese e mezzo, in Ospedale a Novara e a Torino al Regina Margherita, per monitorare cuore e reni. Durante questo tempo il papà non è mai con noi. La mia paura è tantissima, il mondo che ti crolla e tu non sai a chi votarti. La forza me la dà Carlos, con quel musetto piccolo come una meletta che mi dice che li’ si mangia bene! Tra un ricovero e l’altro inizia le scuole elementari e ci si mette d’accordo col corpo insegnanti per decidere il metodo scolastico ed educativo, la gestione dei quaderni e del diario, visto che lui a casa non racconta nulla. Si concorda insieme anche come premiarlo, come rimproverarlo, quali pause concedergli.”

Lo sport

Carlos prova un corso di minibasket. Non fa per lui. Ricordo quando il Coach spiega di segnare alla lavagna una linea ogni volta che si fa canestro. Carlos prende il pallone, lo guarda, corre alla lavagna e fa una decina di segni. E poi scappa via a fare altro. Conosciamo Special Olympics, un ambiente idoneo dove l’attività sportiva è inserita all’interno di un percorso educativo e formativo. Prima il nuoto, poi in seguito un progetto mirato a persone con difficoltà gli permette di fare qualche lezione in un maneggio. Alla prima uscita Carlos si avvicina all’insegnate di sostegno e le dice, a chiare lettere “io non salirò mai su un cavallo”. Lei lo tranquillizza e dice che guarderanno soltanto. La seconda volta il proprietario del maneggio si avvicina a Carlos e gli dice vieni che proviamo una cosa e lo mette su un cavallo. Carlos, da allora, non e’ più sceso! Inizia a partecipare ai Giochi Nazionali di Special Olympics, trovando grandi soddisfazioni in termini sportivi ma soprattutto l’opportunità di avere relazioni sociale e di sentirsi incluso. Alla sua prima gara regionale vince l’oro, nel dressage. Va quindi ai Nazionali di Arezzo e vince la medaglia d’oro! Argento a Venezia, nel 2104, così come a Matera; l’anno successivo è di nuovo nuovo oro nel 2017 a Biella, dressage a trotto. Lo sport, al di là delle medaglie, gli ha permesso di vivere numerose esperienze, di sentirsi vivo e di acquisire maggiri sicurezze e consapevolezze che possono estendersi anche in altri ambiti della vita.”

 

http://www.specialolympicsitalia.org/con-gli-occhi-di-carlos-il-documentario/