Redazione
09 ott 2017, 10:47

Monza: quando la pallavolo diventa inclusiva

C’è la rete a dividere in due parti il campo, ma tutto il resto fa rima con condivisione, sorrisi, voglia di crescere, abbattere ogni barriera. In due parole: pallavolo inclusiva, uno straordinario veicolo per i ragazzi con disabilità intellettiva. Palleggiare sui campi laterali del palasport di Monza, teatro dove ogni domenica si esibiscono i campioni di Superlega maschile (Gi Group) e A1
femminile (Saugella). Un sogno? Non lo è per i 20 ragazzi della squadra Special Olympics, affetti da Sindrome di Down e autismo, che il lunedì si ritrovano al PalaCandy.Con loro 8 partner, ragazzi che hanno scelto di scoprire questo sport e, nel frattempo, di aprirsi a un’esperienza ben più arricchente di un set vinto. Del resto la pallavolo inclusiva prevede che, in campo, vi siano 3 atleti disabili e 3 partner. Il lunedì un’ora da vivere con i coach Max Tadini e Luca Montani, ma anche
con i tesserati delle giovanili del Consorzio Vero Volley in veste di assistenti. E da quest’anno il progetto s’arricchisce di un’altra bella sorpresa: gli atleti delle prima squadre monzesi sono attesi il lunedì dalle 15.15 per qualche palleggio e per incontrare quei ragazzi che ogni settimana
entrando nel palazzetto sognano di abbracciare i loro idoli.
SPECIAL «A Monza mancava una squadra di pallavolo legata a Special Olympics: decidemmo di crearla con il supporto della Asd Silvia Tremolada, notando subito grande interesse – spiega Tadini –. Un anno fa avevamo un gruppo di 10 ragazzi, lo scorso lunedì abbiamo ripreso l’attività con 20 atleti. Tutti abbiamo scoperto un mondo di valori e sensibilità nuovi». Un progetto di cultura. «Sono contentissima, l’idea di mischiare i ragazzi con disabilità, partner, i giovani è ottima», commenta il presidente Alessandra Marzarilley.
tratto dalla Gazzetta dello Sport, a firma Giulio Masperi