Michela e Pierluigi, quando Obiettivo3 è una questione d'amore

10 mar 2020, 16:17

Ripartire assieme, fianco a fianco, così come fianco a fianco condividono la vita da ormai cinque anni. Pierluigi Bonafin e Michela Dal Bianco una domenica di maggio del 2018 hanno visto la loro vita appendersi a un filo sottilissimo: uno spaventoso incidente mentre viaggiavano in sella alla loro Harley Davidson ha stravolto le loro esistenze. «Ma siamo vivi e siamo miracolati», non ha esitato a commentare Pierluigi, 47enne avvocato di Rovigo, dove vive assieme alla compagna Michela, 40enne educatrice. Entrambi, dopo l’incidente, hanno subito l’amputazione della gamba destra. Uno choc enorme, unito a ricoveri, riabilitazioni, visite e la necessità di doversi confrontare con una condizione molto diversa rispetto a quella precedente. Ed è qui che lo sport è venuto in soccorso. Grazie anche ad Obiettivo3.

«Fin dai primi giorni di riabilitazione, alla casa di cura di Rovigo, medici e fisioterapisti ci hanno spronato a intraprendere un’attività sportiva», spiega Michela. «Un’amica disabile che pratica le bocce mi ha messo in contatto con il direttore sportivo di Obiettivo3 Pierino Dainese. L’ho chiamato, ci siamo parlati, incontrati e mi ha messo in sella alla bici». Lo sport non è una novità assoluta nella vita di Michela: «Da ragazza ho fatto ginnastica artistica, anche a livello agonistico». Ancor più corposo il passato sportivo di Pierluigi: «Facevo sci, arrampicata, ma soprattutto nuoto. Ed è proprio dalla piscina che sono ripartito negli ultimi mesi. Il mio passato sportivo mi ha aiutato molto a superare il trauma, il corpo ha risposto bene dopo l’incidente ma adesso devo continuare».

Lo sport come tramite fondamentale per rimettersi in moto e aiutare il corpo, ma non solo. I due non hanno vissuto momenti facili dopo l’incidente. «Non nego che ho attraversato un periodo di crisi», confessa Michela. «E durante questa crisi, entrare in contatto con persone che hanno affrontato i miei stessi problemi mi è stato di grande aiuto. Grazie a Obiettivo3 ho potuto condividere le mie difficoltà, confrontarmi con gli altri, trovare sostegno. E la figura di Alex Zanardi, in questo senso, è stata fondamentale. Ci siamo rivisti molto in lui, nella sua storia». Pierluigi ammette di essere stato stregato dal primo incontro con Zanardi: «Conoscerlo è stato meraviglioso. Ho potuto ammirare una campione della sua levatura dare una mano a chiunque avesse bisogno di un suo aiuto o consiglio. Già prima di conoscerlo abbiamo avuto la possibilità di parlarci telefonicamente. Ci ha chiesto come stessimo, cosa volessimo fare. Un’umanità straordinaria. Quello che ci stiamo trovando ad affrontare è un nuovo inizio. Facciamo tutto ciò che facevamo prima, ma in modo diverso. E vogliamo farlo con lo spirito e l’energia che ci hanno trasmesso Alex ed Obiettivo3».

Il 2020 sarà la loro prima, vera, stagione sportiva a livello paralimpico.  «Non vedo l’ora di rimettermi in bici e gareggiare, anche per ritrovare le mie nuove compagne con le quali ho subito instaurato un grande feeling. Darò il massimo per raggiungere buoni risultati». Se Michela suona la carica, Pierluigi non è da meno: «Spero di iniziare il nuoto anche a livello agonistico, la piscina è una grande passione».