Matteo Comi: #sacrificioecostanza

08 apr 2021, 17:42

La storia di Matteo Comi#L'insuperabile è imperfetto

Il Ladro Silenzioso della Vista

Ho 32 anni e dalla nascita sono accompagnato dal glaucoma congenito bilaterale. Questo simpatico compagno di vita detto anche “Il Ladro Silenzioso della Vista”, è stato presentato a me e ai miei famigliari quando avevo 7 mesi. Questo suo nascondersi gli ha permesso di rubarmi l’occhio destro dal quale percepisco solo la luce e portarsi via quasi tutto il sinistro. Per farsi dare una mano dal 2000 il birichino si è alleato con il buon edema corneale che contribuisce ad un lento e progressivo declino del mio residuo visivo. Una pallonata imprevista in quinta elementare aveva posto fine alla mia attività motoria scolastica, facendomi concentrare totalmente sullo studio e permettendomi di ottenere la laurea nel 2010 in Fisioterapia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Dal 2012 lavoro presso l’ASSt Gaetano Pini-CTO di Milano come fisioterapista. 

Avvicinandomi allo sport

Pochi mesi prima di trovare lavoro iniziai a prendere contatto con gli sport per persone con disabilità, incominciando a praticare il baseball A. I. B. X. C. Dopo aver seguito le Paralimpiadi di Londra 2012 riflettei su quale sport provare a praticare per arrivare alla rassegna a cinque cerchi, dato che amo pormi sempre degli obiettivi ambiziosi. Data l’età, scartai il nuoto perché avrei dovuto imparare tutto e decisi di cimentarmi con la corsa. Dopo una valutazione da parte di Michela Dei Cas nel novembre 2012 che mi indirizzò verso il mezzofondo, avviai la rincorsa a questo sogno. Grazie alla mia amica Arjola Dedaj, conobbi il mio primo allenatore Marco La Rosa. Da lì iniziarono una serie di avventure sportive che mi aiutarono a migliorare la mia autonomia e mi fecero conoscere molte persone con le quali ho condiviso emozioni di ogni genere.

L'atletica

Ciò che mi ha sempre affascinato dell’atletica è che si sposa perfettamente con il mio modo di intendere la vita, cioè sacrificio e costanza. Io adoro allenarmi e questo mi ha portato nelle più svariate locations: dagli esordi al Parco di Monza con la mia prima guida e soprattutto amico Francesco Radice detto “Radic”, passando per altri impianti del Milanese fino ad approdare, grazie alla mia amica ed ex guida di un’altra atleta Roller Giuly Maragno, al Pino Dordoni di Sesto San Giovanni. Mi alleno stabilmente in questa struttura dal 2014 prima sotto la supervisione di Gianpiero Palumbo e dal settembre 2019 sono seguito da Roberto Vanzillotta
Nella struttura dove lavoro invece, ho conosciuto la mia attuale guida Tommaso Piazza meglio noto come ‘Fantastic Tommy’. Frequentando le gare e il mondo Fispes mi sono presto reso conto che il mio buon livello di competitività in Italia non mi avrebbe aperto le porte delle competizioni internazionali, ma il sogno sfumato delle Paralimpiadi non mi ha mai abbattuto perché è poco in confronto a tutto ciò che questo sport mi ha saputo regalare e continua a donarmi: lo schietto rapporto con la mia guida e l’intesa con il mio allenatore capace di cogliere sempre le mie difficoltà, mettendosi completamente a disposizione per trarre il meglio dalle mie capacità tanto da provare a rendermi un velocista. Nella mia carriera ho corso con la Superhabili di Settimo Milanese e l’H2 Dynamic Handysports Milano. 
Dal 2018 ho deciso di raccogliere l’invito del mitico Paolo Barbera e del mio amico Augusto Ravasio tesserandomi con l’ASD Omero Bergamo, una squadra straordinaria con la quale ho vissuto trasferte stupende. Sempre in quell’anno ho conosciuto la mia compagna Maria Lucchet o meglio per tutti la Marì, sempre entusiasta quando può stringere tra le mani una nuova medaglia conquistata a prescindere dal metallo. Spero che le gare siano presto riaperte al pubblico così che lei e il suo inseparabile cane guida Tessa possano venire di nuovo a fare il tifo a bordo pista. 

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