Redazione
12 nov 2017, 13:20

Matteo, alza i pesi della vita...

La favola di Matteo Cattini. Il 2 giugno 2008 lo avevano dato per spacciato, otto dopo 8 anni ha preso parte alle Paralimpiadi di Rio2016 come ultimo azzurro della pesistica grazie all’esclusione, all’ultimo momento, della Russia. Un incidente in moto in cui stava per perdere la vita, e che l’ha costretto in ospedale per quasi un anno, gli ha causato l’amputazione della gamba sinistra.

PRONTA RINASCITA Ma non si è lasciato andare, anzi, ha ripreso a volare come l’araba fenice: “Mi avevano anche detto che sarei rimasto in carrozzina e che avrei potuto camminare a stento: è stata molto dura. Ma non ho mai mollato e ho sempre cercato la luce anche quando non c’era. Ho passato momenti brutti dove tutto sembrava non finire mai. Niente si risolveva, ma allo stesso tempo volevo vivere”. Come quando, ricoverato in riabilitazione, si è fatto portare da casa dei pesetti: “Avevo chiesto se potevo scendere nella palestra dell’ospedale anche fuori orario per poter fare esercizi e riprendermi il prima possibile. E cosi ho fatto: sono stati anni duri ma ce l’ho fatta”.

AI MONDIALI Il 33enne azzurro di Mantova vive in un paesino vicino a Suzzara. A Eger, Ungheria, in Coppa del Mondo, ha vinto l’argento nella categoria 72 kg con 150 kg, dietro all'inglese Nathaniel Wilding, stabilendo il nuovo record italiano di categoria da lui stesso firmato solo due mesi fa a 145 kg. Si allena nella palestra 5anelli di Suzzara, dalle 4 alle 7 volte a settimana. Obiettivi stagionali? “I campionati italiani del 12 novembre (a Genzano (Rm), ndr) in vista dei Mondiali dal 27 novembre al 7 dicembre, in Messico (dovevano temersi a fine settembre ma sono stati rinviati a causa del terremoto, ndr)”.

In palestra è seguito dal tecnico Micaela Comini. A Rio ha gareggiato nella 65kg, purtroppo ha fatto fuori gara: “Ho sollevato tutte e tre le volte il bilanciere, ma commettendo degli errori tecnici dovuti dall’agitazione. Io mio percorso verso le Paralimpiadi è stato tormentato: ho saputo della mia partecipazione solo 6 giorni prima della partenza che non sono bastati per rendermi conto di dov’ero arrivato nè per prepararmi a dovere visto che ho sono andato al lavoro fino all’ultimo giorno. Era un sogno diventato realtà”. A proposito si sogni nel cassetto: “Ce ne sono troppi (ride, ndr). Mi piacerebbe che lo sport diventasse il mio lavoro”.

L’INCIDENTE Ce la metterà tutta, è abituato a farlo. Come dopo il 2 giugno 2008. Diagnosi tremenda: subamputazione scomposta esposta di tibia perone su entrambe le gambe, e scollamento del gluteo sinistro come botta da compressione con la strada. 

 

http://www.gazzetta.it/Paralimpici/11-11-2017/paralimpici-matteo-alza-peso-vita-mondiali-230551947945.shtml