Martina: "Amo lo sport, la competizione e stare con gli altri

27 dic 2017, 12:53

Martina Casagrande, 28 anni di Viterbo, è una ragazza solare e determinata; ama stare in compagnia, le piacciono le sfide attraverso le quali ricerca un miglioramento continuo di se stessa che le infonde coraggio e sicurezze.
“Il momento della nascita di Martina – ricordano Anna e Ciro, rispettivamente la mamma ed il papà – è stata una gioia grandissima, era molto piccola ma bella, con un visetto tondo tondo. Poi, dopo pochissimo, arrivarono le prime preoccupazioni. Mangiava poco e male, rigurgiti in continuazione, tanti esami e nessuna risposta. Martina, anziché crescere, continuava a perdere peso. Dalla gioia più grande siamo sprofondati in un attimo nell'incubo più nero. Al momento delle mie dimissioni dall’ospedale l’incontro devastante con il primario della pediatria: “Purtroppo la bambina è Down, non sarà mai come gli altri, sarà handicappata tutta la vita”. Più che una comunicazione, seppur priva di sensibilità, è stata una vera e propria sentenza; una sorta di condanna che non lasciava scampo”.
Oltre le difficoltà
“Tornati a casa abbiamo cercato conforto nelle persone care, sorelle, amici e genitori ma lo sconforto lasciava rapidamente il posto al pensiero di quella bambina piccola e indifesa che aveva bisogno di tante cure ed attenzioni. Martina continuava a stare male ed era arrivata a pesare circa 1,9 Kg; il Prof. Dall’Oglio, dell'Unità Operativa di Chirurgia del Bambino Gesù, che constatò una stenosi duodenale, la fece trasportare d'urgenza a Roma e la operò nel cuore della notte. Nostra figlia si riprese bene e nel
frattempo conoscemmo altri medici che, con molta sensibilità, ci diedero dei consigli più ottimistici. Non è stato difficile accettarla, è sempre stata la nostra bambina, dolce, buona e molto attenta a suo fratello Michele, di un anno più grande, definito dal Neuropsichiatra che la seguiva, il Dott. Albertini, “ il nostro professore in casa”, uno stimolo importante ai fini della sua crescita. Una casa, la nostra, sempre piena di bambini e Martina sempre insieme a loro”.
La scuola ed il lavoro
“Poi è arrivata l’età – prosegue la mamma – della scuola materna, elementari e così via. La difficoltà più grande è stata all’inizio delle elementari, poche attenzioni per via di continui cambi di insegnanti di sostegno. Non mi sono arresa e le tante ore pomeridiane impegnate su libri e quaderni hanno dato, nel tempo, i loro frutti. Martina legge e scrive sia in stampatello che in corsivo; ha sempre frequentato la scuola con impegno svolgendo tutti i compiti che le venivano richiesti. Ricordo con grande amarezza quando, in terza media, l'insegnante di sostegno voleva a tutti i costi che Martina rimanesse, alla fine dell'anno, all'interno di quel contesto. Martina voleva andare avanti, seguire il gruppo dei compagni con i quali aveva legato e che rappresentavano per lei un punto di riferimento. Dopo qualche tempo, seppi che se Martina non fosse andata via l’insegnante avrebbe mantenuto il sostegno senza doversi necessariamente trasferire in un'altra scuola: è doloroso pensare che le difficoltà di mia figlia siano state oggetto di strumentalizzazione. Di contro, alle superiori abbiamo trovato un bellissimo ambiente inclusivo che ricordiamo con grande gioia, così come l’impegno preso dalle insegnanti di una scuola materna dove tuttora, da otto anni circa, svolge un tirocinio lavorando con i bambini”.