Margherita va veloce: "Voglio fare l'ambasciatrice e sogno gli Europei di atletica"

24 gen 2020, 19:00

Da grande sogna di entrare nel corpo diplomatico. Ma già oggi, a 16 anni, Margherita Paciolla, ipovedente, è una straordinaria ambasciatrice all’estero dell’Italia. Nel 2017 ha partecipato ai Mondiali giovanili di atletica paralimpica in Svizzera, arrivando terza nei 200 e nei 100 metri e seconda nel salto in lungo. Nel 2019 ai Giochi europei ha fatto anche meglio: argento sia nei 100 metri che nel salto in lungo. Ora si sta preparando per i Campionati italiani indoor di Ancona: scenderà in pista sabato mattina. Ci parla che è appena rientrata da scuola.

Margherita, come si svolgono le tue giornate?

“Vivo a Seregno, in Brianza, e frequento il liceo classico a Monza. Quindi ogni mattina prendo il treno alle 7 e 15. Tornata a casa, pranzo e studio fino alle sei meno un quarto, quando mio papà mi porta ad allenarmi. Finisco alle 20, ceno e mi rimetto a studiare. Questo per almeno quattro giorni a settimana”.

Quando hai scoperto lo sport?

“L’ho praticato fin da bambina. Con la scuola per partecipare ai Giochi studenteschi. E privatamente in un centro di ginnastica artistica, attività che però non mi emozionava. Ero attratta dall’atletica. Così ho deciso di tesserarmi con la Federazione… ma lì mi hanno detto che non ero fisicamente idonea a gareggiare con i normodotati. Per me è stato un colpo durissimo, fino ad allora avevo sempre fatto sport con i miei compagni di scuola”.

Cosa hai fatto?

“Ho un carattere forte e non mi arrendo facilmente. Mi sono rivolta alla Fispes e ho scoperto un mondo fantastico. Dal 2016 ho iniziato a scendere in pista”.

Perché dici che è un mondo fantastico?

“Perché dalle Paralimpiadi di Londra del 2012 il movimento si sta espandendo in Italia come non era mai successo prima. Merito delle federazioni e di istruttori straordinari che preparano gli atleti disabili”.

In cosa consiste esattamente la tua disabilità?

“Ho un ventesimo di decimo, e dall’occhio destro non vedo affatto. Gareggio nella categoria T13, dove non c’è bisogno dell’atleta guida”.

E anche nella vita quotidiana sei autonoma?

“Sì, prendo il treno e vado a scuola da sola. Ci sono particolari condizioni di luce, per esempio il cielo nuvoloso, che mi creano più difficoltà. Ma riesco sempre a cavarmela”.

Per studiare come fai?

“Non ho libri cartacei, ma è tutto digitalizzato. E se c’è da leggere un romanzo uso gli audiolibri. Poi ci sono i miei compagni di classe che mi riassumono le cose che devo sapere con messaggi audio su WhatsApp. Ma io ricambio…”.

In che senso?

“Per poter studiare devo riordinare bene le idee e gli appunti e scrivere tutto sul mio computer. Una volta fatto questo lavoro lo distribuisco ai miei compagni che apprezzano molto”.

Cosa vorresti fare da grande?

“Mi piacciono la giurisprudenza, i viaggi e le lingue. Vorrei mettere tutto insieme e studiare diritto internazionale per poi fare il console o l’ambasciatore”.

E in campo sportivo, che futuro immagini?

“Mi godo i risultati giorno per giorno. Il mio prossimo obiettivo sono gli Europei che si terranno in Polonia. Spero di riuscire a partecipare e di migliorare i miei tempi personali.