Redazione
23 apr 2018, 17:07

Marco, giro d'Italia a vela sognando l'Oceano

https://www.youtube.com/watch?v=xPYFxFB8mCE&feature=youtu.be

Domenica 22 aprile è già una data storica: parte la prima circumnavigazione dell'Italia in solitaria in barca a vela di una persona con disabilità motoria agli arti inferiori. “Sono paraplegico in seguito ad un incidente stradale in moto” dice Marco Rossato. Il suo viaggio, nell’ambito del progetto TRI Sail4all promosso dall’Asd “I Timonieri Sbandati” - il cui obiettivo è sviluppare progetti sociali che permettano di vivere il mare senza alcuna barriera e fruibile da chiunque indipendentemente dalla disabilità -, si snoda su 63 tappe lungo circa 2000 miglia che equivalgono a 3200km. La lunghezza media di ogni tappa è circa 50 miglia. E’ in solitaria, ma con lui ci sarà il suo fido compagno di viaggio, il cane Muttley. Partenza dall'Arsenale di Venezia, la fine del viaggio è prevista per il 15 ottobre.

Molteplici gli obiettivi: comunicare e diffondere la convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità - strumento concreto che consente di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani -; verificare e rilevare l’accessibilità portuale; dimostrare che con professionalità si può conseguire la patente nautica per persone con disabilità senza limitazioni.    

INCONTRI Marco navigherà entro le 6 miglia dalla costa per circa 6 mesi. “Per circumnavigare l'Italia non servono 6 mesi, ne basta uno - specifica -, ma sono previsti molti eventi ed incontri. Tra questi a Genova il 15 settembre, nella Lega Navale italiana Genova Sestri in occasione del Campionato Italiano della Classe HANSA (nuova classe di imbarcazioni paralimpiche, ndr) di cui ricopro da quest'anno il ruolo di presidente”. Non solo vele, anche entroterra: “Grazie ad un camper accessibile raggiungerò molti centri riabilitativi, associazioni e tante altre sezioni della LNI che non hanno una base nautica. Vorrei essere uno stimolo e far capire che se credi davvero in un sogno o un obiettivo, non ci sono limiti, lo puoi raggiungere. Io, ad esempio, sono partito con poco più di 100euro in tasca mentre oggi, in appena un anno e mezzo, sono supportato da uno staff incredibile fatto di persone eccezionali che hanno saputo credere in me”.

 

 

 

 

IL VIAGGIO Marco s’immagina sul suo Trimarano Dragonfly800 Swing Wing, prodotto in Danimarca dall'omonimo cantiere che vanta oltre 50 di esperienza nel multiscafo: “L’ho scelta perché inizialmente mi serviva una barca stabile, molto veloce e dove l'abitabilità interna fosse non molto grande per riuscire così a spostarmi al suo interno con maggiore facilità. Inoltre tutte le manovre per gestire questa imbarcazione sono tutte riportate in pozzetto in modo che possa condurre l'imbarcazione in modo più agevole. Oltretutto non avrà modifiche strutturali, rimarrà così com’è nata: scelta mirata per far capire anche ad altre persone con disabilità che oltre a ricercare imbarcazioni accessibili possiamo anche adattarci - e mi riferisco a chi ha una disabilità motoria simile alla mia - a quelle in cui l'uso della carrozzina non è strettamente necessario”.

 

 

 

DIFFICOLTA’ “La prima parte, credo i primi due mesi, sarà abbastanza complicata perché fra le temperature di notte - ad aprile dormire in barca sarà abbastanza fresco -, la gestione personale come anche semplicemente andare in bagno, farsi la doccia, da mangiare, manutenzioni varie sarà un continuo. A maggio le temperature miglioreranno anche perché sarò in rotta verso il centro Italia lungo la costa Adriatica. Inoltre avrò trovato buon feeling con la mia gestione personale ed inizierò soprattutto a "sentire" la barca, aspetto molto importante perché mi permetterà di anticipare quelli che potrebbero diventare dei problemi durante la navigazione”.

Perché il mare per diffondere questi messaggi? “Veleggiando molto ho notato che manca una mappatura dei luoghi accessibili, da qui la necessità di raccogliere informazioni e divulgarle al mondo della disabilità. Spesso mi sono sentito dire: “Perdonaci Marco, ma non abbiamo il pontile adatto perché qui i disabili non ci vengono”. Io vorrei far capire a queste persone che i disabili in mare non è vero che non ci sono, ma che sono sempre costretti a navigare in alcune acque, ovvero dove sanno quale tipo di accessibilità troveranno e soprattutto di trovarla. Se abbiamo gli strumenti, possiamo viaggiare in ogni dove. Come dice il mio caro amico Andrea Stella, è assurdo che in mare siamo riusciti ad abbattere molte barriere architettoniche mentre nelle nostre città ci ferma uno scalino”.

https://www.gazzetta.it/Paralimpici/21-04-2018/paralimpici-marco-giro-d-italia-mare-la-disabilita-260713838377.shtml