"Mai pensato di mollare gli sci dopo l'incidente. E ora, dopo anni, ho vinto". La gioia immensa di Renè De Silvestro

14 gen 2020, 11:53

Quasi sette anni dopo arriva un urlo liberatorio. Renè De Silvestro, atleta paralimpico azzurro, ha vinto la sua prima gara in carriera nel gigante (sitting) di Coppa del Mondo. La prima vittoria, la forza di un sogno, l'idea di non mollare mai: Renè era un giovane sciatore 17enne molto promettente quando nel 2013, dopo un incidente in pista in cui è finito contro un albero, ha perso l'uso degli arti inferiori. Da allora ci ha provato e riprovato fino alla prima vittoria in carriera - splendida - ottenuta in questo gennaio 2020.


"Sono felicissimo e contento di aver battuto quegli avversari che volevo battere da un po' di tempo: finalmente, ce l'ho fatta. La cosa bella è che mi sentivo già molto in forma e pronto, ora è arrivata questa vittoria e spero che ne arriveranno altre. L'obiettivo di quest'anno è la Coppa di specialità in gigante: voglio averla a tutti i costi o mi arrabbio" ha raccontato ai media l'atleta.


Per lui, una pacca virtuale sulla spalla anche da parte del Comitato Italiano Paralimpico, con il presidente Luca Pancalli che si dice "sicuro che ci regalerà altre gioie".


Gioie che lo sciatore dello Sci Club Drusciè di Cortina prova a descrivere parlando di cosa ha vissuto per arrivare fin qui. "Se ho pensato per una volta almeno di smettere di sciare dopo l’incidente? No. Mai. Ho fatto l’incidente a fine 2013, avevo 17 anni, e stavo iniziando ad andare bene ma non ero da Coppa del Mondo, diciamo. Poi iniziai a sciare e fare gare nel 2016 e, da allora, ho sempre goduto dei piccoli obiettivi intermedi: andare in nazionale, salire su un podio, partecipare alle Paralimpiadi di Pyeongchang, quello era un grande obiettivo ma, a pensarci bene, le prossime, quelle di Pechino 2022, sono già qua. La dedica che faccio oggi è davvero a tutte le persone che mi hanno supportato in questi anni, ai miei sponsor che mi danno una grossa mano. E una dedica anche a me stesso perché ne avevo bisogno. Credo di aver messo la testa dalla parte giusta e andiamo avanti così!" chiosa felice l'atleta.