Andrea.Offredi
01 dic 2017, 19:17

La vita è quanto ti capita mentre sei intento a fare altri programmi (cit.)

Giorno 24 novembre h 06:00, giornata di ferie, meno due giorni al primo evento agonistico fissato con obiettivo 3 e fondazione Vodafone , la maratona di Firenze .  Tutto è pronto, il programma a venire rigorosamente stabilito , e a conti fatti tranne piccoli malanni mi sento bene , non sono  certo tra i top player ma mi sono preparato e ho voglia di mettermi alla prova . Manca giusto l’ultimo allenamento blando prima di caricare anche la bici e partire , tutti si sta svolgendo come previsto e già vedo concretizzarsi il week end a lungo atteso ... ma non potevo sbagliarmi più di così .

 

Sono bastati pochi secondi e tutta la programmazione dei mesi prima è crollata come un castello di carte. Appena partito per l’ ultimo allenamento ecco l’inatteso, il non previsto : una svista ed ecco un impatto, vado in testacoda , giro su me stesso , ora sono fermo , mi tasto, sto bene ,niente di grave concludo, un piccolo incidente , mi volto e il gelo mi pervade , non ho più una ruota, il telaio dell’handbike è distrutto.

Sono a piedi , non ho la bici per partecipare .

 

 Seduto sull’asfalto con i pezzi spaccati tra le mani la mente viaggia , l’opzione tra tutte più logica tuttavia è anche la più inaccettabile : ritirarsi. 

“Non ci starai mica pensando davvero ?  hai preso un impegno con te stesso e ora vuoi dare forfait ?  “ Ma sono pensieri effimeri  , io a Firenze ci vado lo stesso . Visto che il Garmin comunica alle persone care gli incidenti prima cosa Telefono alla fidanzata per dire che sto bene ma subito dopo sono in linea con Giorgio Farroni : “Giorgio : disgrazia ,  la bici è distrutta  (spiego la situazione )” lui mi dice di aspettare , mi richiama “Andrea: tutt’apposto abbiamo una bici in più se servisse ...” . Ok, punto primo risolto , non sono obbligato a rinunciare a Firenze , ma di certo non è semplice pedalare senza conseguenze con una handbike completamente diversa , cambia tutto. Ragiono ... compro un telaio usato identico e in giornata lo sostituisco, sono solo 5 ore di macchina andare e tornare ed è ancora mattina  , chiamo in fabbrica ... niente telaio usati... ne hanno uno nuovo ma a parte il costo non sarebbe pronto per tempo.

Pensiamo a altre opzioni : un compagno di squadra della SBS, mi richiama , folgorazione la sua bici ha lo stesso telaio  , possiamo scambiare le forcelle e tenere le mie misure ... “no signore sto bene davvero ... no sul serio non mi sono fatto nulla ... no sono al telefono non chiami l’ambulanza” 

 

Sono ancora in mezzo alla pista ciclabile mi rendo conto , ma ci penserò dopo a spostarmi prima di muovermi devo decidere dove andare per arrabattare tutto quanto serve.

 

La descrizione delle 8 ore successive ve le risparmio , in 8 ore almeno 4 volte sembrava non ci fosse altra scelta che rinunciare e partire senza bici

,risolto un problema ne sorgevano altri 3, mi limito a dire che dopo aver girato mezza bergamasca per recuperare il necessario ,aver fatto perdere il pomeriggio libero al mio meccanico di fiducia che mi ha offerto la sua competenza e officina, e nonostante gli ottimi consigli a distanza del team di obiettivo 3, alle 18 passate la mia bici era irriconoscibile e messa peggio di prima , ma almeno quella in prestito era stata più o meno regolata alle mie misure riciclando anche componenti della mia stessa bici... sembrava quasi apposto quando scopriamo che alcune mie componenti indispensabili quella non si montano e non facendo più in tempo a recuperare le sue , al limite dell,esasperazione decido di fissare quel che abbiamo con fascette e nastro, se va bene bene, se non tiene almeno ci ho provato, speriamo solo di non romperci nulla se i pezzi cedono, ma il tempo stringe non ho più energie per farmi altre 2 ore e mezza di macchina per recuperare quanto manca.

 

Torno a casa , Stefania che mi supporta e sopporta a distanza da quella mattina mi aspetta con la cena pronta , va già meglio...  mi fa anche ragionare a non rischiare un infortunio con la soluzione fascette e programmiamo una deviazione mattutina per recuperare i pezzi mancanti , svegliarsi un’ora prima non fa più differenza , ma qualcos’altro potrebbe andare storto.

 

Tocco il letto e svengo , mi sveglio più volte e ogni volta mi domando se non sia solo frutto di fantasia ... non lo è, ma la mattina è tutto più roseo .

 

Ho voglia di partire , non mi importa fare una buona prestazione ormai , non voglio subire gli eventi e io alla partenza ci sto andando , non come previsto certo, ma “la vita è proprio quel che ti accade quando stai facendo altri programmi” fu detto.

 

Giornata piovosa e cupa ma sono contento, senza imprevisti e come da programma ritiriamo le pedaline che mancavano  e con leggero anticipo alle 09:50 siamo al Marathon Expo.

 

L’atmosfera è un misto tra fiera è festa dello sport, atleti a fiumi. Facendoci trasportare dalla corrente di sportivi arriviamo allo stand di obiettivo 3 ogni sport oltre e vedo affissa una foto di me con la mia bici davanti , penso al programma che avevo pianificato da mesi e invece vedo nella testa  la mia handbike semidistrutta e smontata in un angolo , senza sapere se potrò mai ripararla e se tornerà a quel precedente splendore, mia compagna di fatiche abbandonata morente a casa, ... mi di stringe il cuore mi sembra quasi di averla tradita. Ma adesso non è il momento di pensare a quello , domani si corre e rispetto a ieri sera ora ho tutti i pezzi necessari per farlo , serve solo tempo e spazio per assemblarli e provarla per la prima volta . Non sono convinto che ci saranno le condizioni ma appena arriva lo staff di OSO - obiettivo 3 sono più tranquillo ,ci sono dei campioni ora ad aiutarmi ed il primo è Buccoliero che sacrifica per me la mattinata e grazie a lui sistemiamo il grosso. 

Nel il pomeriggio la posso provare in pista si spacca solo qualche dado , alcune cose si devono regolare ad altre ci si rassegna . Ma non sono più (troppo ) preoccupato , con me  a consigliarmi ora oltre Buccoliero c’è Giorgio Farroni , Francesco Chiappero e addirittura Alex Zanardi cuore (e braccio e mente ) del progetto, tra una prova e l’altra conosco addirittura il ct della nazionale in quella sede.

 

Sono talmente fiducioso che arrivo addirittura a preoccuparmi di come rimettere in sesto la mia handbike una volta tornato a casa,  a tutto c’è una soluzione certo, ma senza contatti (e fondi ) non si va lontano , passione e cuore bisogna sempre mettercele in tutto , ma quelle da sole non bastano. E a proposito di cuore dopo averlo conosciuto posso dire che Alex di cuore ne ha veramente tanto , prende in empatia il mio problema e si adopera attivamente con soluzioni concrete e attuabili per aiutarmi a venirne a capo , non mi sembra quasi vero . 

 

Ma siamo a Firenze ora concentriamoci, so che riuscirò a partire , ma le regolazioni terranno fino alla fine ? Se salta un pezzo il ritiro è d’obbligo , comunque lo scopriremo in gara quello,  a volte non possiamo programmare o avere tutti gli elementi per valutare e la cosa giusta da fare é solo osare un atto di fede e tentare. Assodato questo torniamo albergo e pensiamo solo a riposare .

 

È il 26, sono le 06:00, che bello essere qua , e pensare che stavo per rinunciare, siamo a colazione e per i miei compagni è la prima gara , l’emozione è palpabile , ci sono campioni e neofiti, facce note e debuttanti , ma tutti con una storia straordinaria che li ha portati li e anche se qualcuno ancora non se ne è accorto tutti mossi dalla stessa passione , nessuno era lì per la gloria o per ambizione di primeggiare , ho trovato più umiltà li in presenza di questi campioni olimpici e mondiali rispetto ad altri gruppi provinciali in squadre di oratorio. E io stupido per un istante avevo pensato di abbandonare rischiando di non esserci .

 

Prepariamo le bici partiamo tutto insieme , arriviamo alla griglia di partenza tra duomo e battistero ,percepivo più di 10’000 podisti dietro le spalle pronti a dimostrare qualcosa solo a se stessi  ,giornata cupa certo  ma che location fantastica . Ma davvero ho pensato di non venire solo perché non sarei stato competitivo ?

 

Ci siamo penso , parto per davvero , sono contento e preoccupato ,anche se non potrò migliorare o eguagliare  la mia miglior prestazione  ho voglia lo stesso di far bene ma penso anche che non conosco il mezzo e potrei  incidebtarmi di nuovo  . È strano, sono combattuto . Se spingo potrei dimostrare il mio impegno e dimostrare a me stesso che non sono un bluff (spero) ma d’altro canto non conosco Il limite della bici ed è da incoscienti . Se non spingo passo per quello incapace ma almeno non rischio infortuni e la bici di chi mi ha dato fiducia e ci saranno altre  occasione di fare bene. 

Iniziamo a partire poi vedremo .

Parto titubante ma non malissimo, dopo qualche curva inizio a pensare di poterci dar dentro e anche se tardi inizio a prendere il ritmo gara , ma poi inizia a piovere , non vedo più nulla, getto gli occhiali. La strada si bagna ma Buccoliero e Ruepp Roland sono a pochi secondi , non sarà dura chiudere il buco e poi potrei sfruttare la scia per recuperare, aumento un pelo , la pedalata é buona le regolazioni sono valide , ma in curva la bici pattina , niente di strano certoma inizio a perdere un pelo di entusiasmo e quando vedo Buccoliero in testa coda la prudenza la vince sull’entusiasmo e tra me e me ormai mi importa di arrivare al traguardo, cosa che non potrei fare se finisco fuori e demolisco un’altra bici. Anche i miei compagni devono aver pensato lo stesso e di fatto io , Glisoni e Buccoliero passiamo metà gara a farci la passeggiata a ritmo medio sotto l’acqua e al freddo anche se tra gli splendidi monumenti di Firenze . A pochi km dal traguardo tra le vie del centro il freddo alle mani non mi fa sentire la leva del freno e non avendo l’ambizione di guadagnare posizioni opto per un arrivo in relax senza aumentare il ritmo come invece han fatto i miei due vicini di gara , ma assolutamente non ho ,rimpianti e mi prendo un semplice 7º posto in un infinito tempo di 1:27:28 . Volevo partire e sono partito ,volevo arrivare e sono arrivato , stavolta sono soddisfatto così la prossima volta andrà meglio e ho una vita per migliorarmi.

 

Nonostante rimpiangessi di l’eccesso di prudenza ero davvero soddisfatto al traguardo , sono abituato al freddo ma sopportarlo per aggiungere il tuo obiettivo da sempre soddisfazione , I miei compagni di team invece non devono limitarsi ad essere solo soddisfatti ma devono essere orgogliosi di loro stessi , in un contesto del tutto nuovo loro lo shock termico l’hanno preso in pieno ma nessuno di loro e dico nessuno ha dato meno del 100% e nessuno è sceso dalla bici con un briciolo di energie o ancora qualcosa da dare, più di così sarebbero andati contro l’istinto di autoconservazione, testimone il fatto che sono finiti in Inferniera per il freddo. Flavio , Laura e Diego almeno ai miei occhi  sono stati eroici , e hanno dimostrato una grinta sconosciuta a molti atleti col cronometro dalla loro parte , sono orgoglioso di aver conosciuto loro tanto quanto lo sono di aver conosciuto i medagliati.

 

Per concludere : Alla fine di mille peripezie e imprevisti mi sono reso conto di una semplice cosa , la più basilare : MI SONO DIVERTITO , ne è valsa la pena e lo rifarei. Avevo 100 ragioni per non partire ma alla fine sono arrivato  . Questa medaglia è solo di partecipazione ma rappresenta una splendida esperienza raggiunta grazie al fantastico team di Obiettivo3 , ad un’amico che ha avuto fiducia nell’affidarmi un mezzo delicatissimo, una compagna che sopporta un carattere difficile quando non tutto va come si pianifica; insieme a campioni e neofiti tutti intenti a metterci la stessa quantità di cuore.  Anche solo rendersi conto di avere la fortuna di fare quel che ti piace ed essere circondato da persone così,  giustifica qualsiasi piccola  frustrazione data dal non raggiungere i programmi prefissati. Anche se non nascondo che in futuro proverò a piazzarmi meglio Alla fine di questa esperienza ho realizzato che sono più fortunato a poter condividere una semplice partecipazione sudata sfidando i miei limiti (non per forza di prestazione ) insieme a persone straordinarie piuttosto che un ipotetico miglior piazzamento da mettere sterile su una mensola a gratificare il mio ego.

È questo lo sport ? Io Non lo so, ma di certo auguro a chiunque lo pratichi di avere questa fortuna .