Redazione
10 set 2017, 11:16

La Rivoluzione a rotelle di Federico Villa

Atassia, «un nome dolcissimo... più dolce d’una caramella», si potrebbe rubare una battuta a «L’uomo dal fiore in bocca» di Luigi Pirandello per spiegare come, dietro una parola che sa un po’ di simpatica pigrizia, si nasconda in realtà una malattia degenerativa terribile. 
La malattia che accompagna Federico Villa (31 anni) da oltre 13, quando ha scoperto cosa aveva stava ancora frequentando le superiori. Prima non si è piegato alla sedia a rotelle "Ma per due anni sono andato avanti a camminare come un ubriaco...", racconta oggi.  "L’atassia (di Friedreich)? - ha detto più volte Federico - Siamo più di 7 miliardi sulla terra, a qualcuno doveva pur toccare. E’ capitato a me, pazienza (anche il fratello Alessandro è stato colpito, ndr), c’è gente che sta molto peggio, in fondo io me la sto cavando abbastanza bene" dice Federico che in passato è stato campione di handbike, da poco rientrato dal suo terzo Rolling, dopo Cuba e Vietnam questa primavera ha fatto Rolling Argentina, 6000 km nel paese sudamericano. 
"Un’esperienza straordinaria, ho imparato che gli ostacoli ci sono, non se ne vanno mai, devi solo imparare a girarci intorno. Se accetti questo puoi raggiungere tutti i traguardi. Per l’atassia non ci sono cure, molta sperimentazione, ma nessuna medicina, il finale lo conosciamo. Mi chiedono se vivo con la speranza. Io rispondo che l’importante è vivere".
E con questo spirito ha affrontato il viaggio in Argentina alla ricerca di altre persone affette dalla stessa malattia. Per condividerne speranze, dispiaceri, momenti di sconforto e momenti di gioia. "Io sono una persona fortunata - riepete più volte nel video Federico Villa, un corto di meno di un quarto d'ora che ti tiene incollato alla sedia e che per fortuna è stato acquistato da Rai News 24 e messo in programmazione a diversi orari -. Mi poteva anche capitare di peggio...".
Un'ora e mezzo è il tempo che serve a Federico per uscire di casa dopo che si è svegliato "mettermi i calzini è la cosa più complicata". "La mia vita cambia continuamente e io devo sapermi adattare ad avere ogni giorno qualche difficoltà in più da affrontare sulla mia strada. Le difficoltà esistono e non è che le puoi mandare via con il sorriso e il pensiero positivo. Devi impegnarti". 
Presso l'auditorium di Seregno è aperta fino al 17 settembre una mostra con le foto fatte da Federico nel suo viaggio. Su Rai News 24 cercate il suo documentario.