La resistenza di Jacopo: fare la Maratona di Milano

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07 apr 2018, 12:12


"Se potessi cambiare qualcosa nel mondo vorrei fare in modo che nessun bambino nascesse con le malattie come la mia, che tutti potessero camminare, correre". Un brivido non può non scorrere lungo la schiena. Il ragazzino che parla è più forte del destino, delle avversità. Quel suo contagiante sorriso è l’inno alla vita nonostante tutto. Non si piega nemmeno di fronte al nemico terribile chiamato duchenne. Sfrecciando allegro sulla sua carrozzina, Jacopo trasmette l’insegnamento più grande: l’accettazione. Non può camminare e correre? Lo fa a bordo del suo bolide, anzi dei suoi bolidi: quello da tutti i giorni, e quello per l’hockey. Maglia gialloblù dei Friul Falcons, scritta “Verardo” sulle spalle, e avanti nel campionato di serie A2. 

RUSH FINALE “Ai play off si qualificano le prime dei 4 gironi e le due migliori seconde. Al momento siamo secondi con 6 punti assieme al Monza ed entrambe nell’ultima partita sfideremo il fanalino di coda Turtles Milano. Se finiremo appaiati in classifica, avrebbe la meglio il Monza per differenza reti (i Friul Falcons hanno perso in trasferta 5-2 e vinto in casa 5-4, ndr)”. I friulani giocano a Bareggio (Mi) domenica 15 aprile. “Il mio sogno sportivo è conquistare  la serie A1, ma quello più grande è trovare una cura per questa malattia”.

ALLA MILANO MARATHON Prima, però, domenica 8 aprile, sarà alla Milano Marathon. Jacopo è socio di Parent Project onlus, organizzazione che riunisce pazienti e  genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker, una grave malattia rara e degenerativa che non ha ancora una cura. Quasi per gioco, la scorsa estate ha sfidato un amico di famiglia e grande sostenitore di Parent Project, Fiorenzo Puiatti, invitandolo a partecipare alla maratona insieme a lui. L’amico ha raccolto la sfida e, ai nastri di partenza, i due atleti partiranno insieme: Jacopo sulla sua carrozzina elettrica e Fiorenzo al suo fianco. La maratona è un impresa sportiva che non tutti riescono a concludere: sarà un'emozione vederli raggiungere il traguardo per simboleggiare la forza di tanti giovani che, come Jacopo, non smettono di inseguire e realizzare idee, progetti e sogni, nonostante gli ostacoli che incontrano nella vita di ogni giorno.

Fan di Tony Cairoli - “Lo seguo sempre, spero che riesca a vincere il 10° titolo mondiale” - “Jacopo è attaccante e mazza. Quest’ultimo è un ruolo per chi - a differenza dello stick - ha forza residua: “Io (sorride, ndr) ne ho ancora un po’”. Di quella interiore, invece, ne ha a palate. Oltre in campo, il 15enne di Cordenons, in provincia di Pordenone, va all’attacco anche nella vita di tutti i giorni: “Sì, mi rispecchio perfettamente in questa definizione. Ho sempre avuto questa forza, così contrasto la duchenne. Ai miei amici che faticano a convivere con questa malattia terribile cerco sempre di infondere coraggio, di condividere la mia interiorità per dare speranza e regalare sorrisi”. Lui il “nemico” lo combatte “senza aver paura di nulla. Faccio tutto, anche le cose più difficili, quelle che mi richiedono più fatica e mi diverto comunque. Non si molla, tengo duro e vado fino in fondo”.

RE MIDA DEL TEMPO Jacopo fa il motivatore senza sapere di esserlo: basta stare con lui una giornata per accorgersi di ricevere una carica da leoni. Sempre a tutta, sempre desideroso di esserci. Una sorta di Re Mida del tempo: ogni momento lo fa diventare oro, capace com’è di valorizzare - lui così grande - ogni piccola cosa. Di attingere energia, trovare il giusto perché e avanzare entusiasta. Jacopo ce l’ha dentro, nel suo dna spirituale. Dice tutto la letterina (nella foto) che ha scritto a Babbo Natale quando aveva 10 anni. “Caro Babbo Natale sono Jacopo, ho 10 anni e sono un bel bambino. Sono un ragazzo disabile, il mio problema è che non ho la forza ma sono lo stesso contento anche se non ce l’ho”.
E’ studente al Liceo Leopardi Maiorana, indirizzo scienze umane, al primo anno: “Non mi aspettavo questo inizio così positivo”. I voti oscillano tra l’8 e il 9, giusto qualche “7”che sembra stonare. “E’ un bell’ambiente, la scuola è attrezzata, ci sono gli insegnanti di sostegno. Mi trovo benissimo anche con i compagni di classe. Per il compleanno mi hanno fatto una sorpresa preparandomi un cartellone (nella foto) e allestendo un tavolo con la torta. Non poteva mancare qualche selfie”.

http://www.gazzetta.it/Paralimpici/06-04-2018/paralimpici-jacopo-non-si-arrende-eccolo-maratona-milano-260312566745.shtml