La resilienza dopo l’infortunio - OLTRE TOKYO

05 ago 2021, 11:10

OLTRE TOKYO 2020

Tamberi e la forza di gravità sono due cose separate, il salto in alto oramai è un marchio familiare. Gianmarco, soprannominato Halfshave (mezza-barba) oppure Gimbo, è figlio dell'ex saltatore in alto e primatista italiano Marco Tamberi (che deteneva il record italiano indoor nel 1983 con la misura di 2,28 m.) e chi ha trasmesso la passione per lo sport ai figli. Infatti, il fratello, Gianluca è un primatista italiano juniores del lancio del giavellotto, modello e attore. Il padre tuttora accompagna i loro talenti nelle vesti di allenatore. 

Negli anni Gimbo si fa conoscere per la sua simpatia e stravaganza. Diventa caratteristica anche la sua barba rasata a metà per le finali, rito scaramantico nato nel 2011 ai campionati italiani juniores di Bressanone (su suggerimento di papà Marco) con cui migliora il personale di undici centimetri (da 2.14 a 2.25). L’anno dopo, dopo aver trionfato negli Assoluti di Bressanone (con un 2.31) chiede ai giudici di posizionare l'asticella a 2.46 (un centimetro in più del record del mondo) per poi esibirsi in una capriola sul materasso. A Tokyo, dopo aver conseguito l’oro olimpico, si è portato in pedana il gesso per ricordare la forza e la resilienza dopo l’infortunio del 2016 che lo costringe a saltare le Olimpiadi di Rio.  

Altri esempi di resilienza atletica nel nostro paese ce ne sono tanti. Vanessa Ferrari, per nominare solo uno, prima atleta azzurra a laurearsi campionessa mondiale di ginnastica artistica e che ad oggi ha vinto oltre 70 medaglie, nel oramai lontano 2008 finisce i Giochi di Pechino senza medaglie, lontana da quello che erano le aspettative e dopo una brutta gara con qualche caduta peggiorando notevolmente il tendine d’Achille destro. 

Dopo il lungo periodo di stop riabilitativo post olimpico dovuto all’operazione, il più brutto della sua carriera racconta Vanessa, torna più forte che mai e già nel 2010 torna a gareggiare negli Europei di Birmingham. Da quel momento non si è mai più fermata e oggi ostenta il titolo della prima ginnasta italiana in assoluto che è riuscita a prendere parte a quattro edizioni dei giochi olimpici: Beijing 2008, London 2012, Rio 2016 e Tokyo 2020 tornando in pedana con l’argento nella categoria corpo libero.