La Nazionale si racconta: la storia del portiere torinese Pier Mario

Pierre Gardino 1.jpg
Pierre Gardino 2.jpg
Pierre Gardino 3.jpg
Pierre Gardino 4.jpg
Pierre Gardino.jpg
portieri.jpg
05 set 2018, 10:42

Il portiere torinese Pier Mario Gardino, racconta la sua storia.

Sono il portiere della Nazionale Italiana Calcio Amputati.

Comincerò la mia storia dal finale, ovvero da quello che sono adesso: un uomo fiero di rappresentare nello sport 4 milioni di persone come me. Da bambino avevo un sogno: giocare a calcio ad alti livelli e ci sono riuscito. Avevo avuto una vita piena di soddisfazioni culminate con la nascita di due figli, ma nel 2012 la perdita del braccio ha lasciato che l'oblio prendesse il sopravvento. Ho passato più di un anno sul divano a rimuginare “Perché proprio a me?”, ma poi ho scoperto che il calcio si può giocare anche da amputato e cosi mi sono ritrovato di nuovo in campo. Da allora sono rinato. Tre anni fa è cominciata questa meravigliosa avventura con la Nazionale ed ora, dopo aver disputato un Europeo e aver contribuito al quinto posto, mi accingo a vivere un altro sogno: il Mondiale in Messico. 
La vita è stata generosa anche nella disgrazia e vorrei che lo fosse con tanti altri nella mia situazione. Ecco perché sono impegnato nel sociale e sto divulgando questo messaggio nelle scuole: la disabilità è solo nella testa di chi vuole vederla... e lo sport aiuta a superare le differenze!