La metamorfosi di Katia

14 mar 2019, 11:20

Katia Aere, classe 1971, è originaria di Spilimbergo, la città dei mosaici in provincia di Pordenone. Infermiera professionale, sposata con Giuseppe, da adolescente ha coltivato una grande passione per l’atletica leggera, nel salto in alto e nella corsa a ostacoli, prima che un problema alle caviglie la costringesse a smettere. Nel 2003 un’improvvisa malattia autoimmune ne mina il fisico e la obbliga a cure lunghe e complesse. Tra le terapie consigliate c’è anche l’idrokinesi, che inizialmente Katia rifiuta a causa della sua fobia giovanile per l’acqua. Ma una volta convintasi a sottoporsi all’idrokinesiterapia, il mondo si capovolge.

Katia impara a nuotare a 40 anni, le piace, diventa agonista e inizia a sbaragliare il campo, conquistando record su record e incamerando 28 titoli italiani in vasca. Iniziando così a sognare le Paralimpiadi. Il sogno si alimenta quando, nell’estate 2018, una cara amica l’accompagna a Maniago, le presenta Alex Zanardi e lo staff di Obiettivo3. L’emozione che le regala provare l’handbike la porta indietro di quasi 20 anni, la sensazione del vento che soffia in faccia la conquista subito e la convince ad affiancare agli allenamenti in piscina, anche quelli con l’handbike.