L’appello di Michele D’Apice: “Fate sport, ogni giorno chiusi in casa è perso”

08 feb 2019, 14:59

Il 1° agosto 2009 un incidente in moto gli ha causato la compressione del midollo spinale: “Mi sono venuti addosso”. Un attimo che cambia tutto. La lunga riabilitazione, le difficoltà fisiche e psicologiche, fino alla svolta al Progetto Spilimbergo per persone paraplegiche e tetraplegiche. Lì è iniziata una nuova vita. Non solo possibile, bensì da protagonista. Michele D’Apice è ripartito anche grazie allo sport. Prima nella pesistica con la società sportiva Miossport di Cervignano del Friuli (Ud): l’anno scorso ha vinto la medaglia di bronzo in Coppa Italia. da due anni anche nell’hockey su carrozzina con i “Friul Falcons ASD”, in serie A2. Prossima partita domenica 17 febbraio, alle 15, a Treviso, con i Treviso Bulls, a caccia dei playoff.

PER E CON QUEI RAGAZZI Il 51enne napoletano, residente da 18 anni ad Aviano, in provincia di Pordenone, non ha potuto dire quando gli è stato chiesto di entrare in squadra: “Avendo buone braccia mi hanno chiesto se potevo dare una mano alla squadra. Mi sono subito appassionato dei ragazzi che hanno difficoltà molte più difficoltà delle mie. La duchenne è una patologia degenerativa, eppure loro hanno una voglia di vivere straordinaria: danno 10-0 alle persone “normali” che spesso si creano problemi dove non ci sono. Ecco, è questo l’aspetto che mi ha colpito di più e mi ha fatto entrare in questo gruppo magnifico”.

L’APPELLO Papà di Angela, ha fatto anche un’esperienza di paracadutismo in tandem con altri disabili: “Emozioni incredibili”. Insomma, sport a tutto tondo: “Ai giovani che si trovano nelle mie condizioni dico di non rimanere chiusi in casa ma di fare sport. A me ha fatto capire molte cose: a differenza del passato, quand’ero più superficiale, mi ha aiutato a dare valore alla vita. Ogni giorno chiusi in casa è perso”.