Redazione
05 ott 2017, 16:49

L’11ª Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico, successo in sei città d’Italia

L’11ª Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico organizzata dal Cip, il Comitato paralimpico italiano in sei città italiane è stata una giornata di festa. Non potrebbe essere altrimenti con i circa 20 mila studenti che hanno affollato le piazze per vedere e provare le varie discipline sportive, valorizzando lo sport integrato all’insegna dell’inclusione. Gioiosi di esserci, hanno cercato di capire, almeno per qualche ora, cosa significhi crederci sempre per andare oltre. E che la volontà - priva di barriere - può fare condurre una vita da protagonista. In modo diverso, certo, ma si può: non posso più giocare a basket in piedi? Lo farò da seduto, che è diverso da “non posso fare più nulla”. Quante storie di vita raccontano la valenza dello sport paralimpico che incarna proprio quell’intoccabile non mollare mai. Il progetto è stato sostenuto da INAIL, Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, ENI, Toyota, Gruppo Mediobanca e con la media partnership di RAI.

PIAZZE INVASE Tutti valori trasmessi ai ragazzi che oggi erano in quelle piazze a provare cosa voglia dire stare seduto su quella carrozzina. E che quel “si può “ magari - è l’auspicio - lo faranno proprio nella vita di tutti i giorni, trasmettendolo a loro volta ad altri in un circuito virtuoso verso l’abbattimento delle barriere culturali. Gli studenti provenienti da centinaia di scuole che proveranno sul campo decine di attività sportive: basket in carrozzina, danza sportiva, sitting volley, badminton, boccia paralimpica, calcio balilla, showdown, tennis tavolo, scherma in carrozzina, para ice hockey, canottaggio, vela, bocce, pesistica, tennis in carrozzina, tennis Fisdir, atletica leggera, handbike, arrampicata sportiva, ginnastica, karate, tiro con l’arco e tiro a volo e altre ancora. L’hanno fatto a Milano al Centro Pavesi della FIPAV, a Bologna in piazza Maggiore, a Roma al Porto di Ostia, a Sassari in piazza Italia, a Foggia in piazza Cavour, a Palermo in piazza Politeama.

Qui c’era Andrea Lanfri, quest’anno argento ai Mondiali di Londra nella staffetta 4x100 e detentore del record italiano nei 100, 200e 400: “Invece del previsto brutto tempo, la piazza davanti al teatro Politeama, piena di sport, era illuminata dal sole. Sollevamento pesi, scherma, atletica, ping-pong e molti altri sport erano a disposizione dei molti bambini delle scuole che hanno provato le varie discipline. Il tutto tra i video di grandi campioni e le premiazioni”.

A Milano c’era Massimiliano Manfredi: “Circa 2000 studenti dei licei sportivi lombardi a confronto con un centinaio atleti di 40 discipline sportive paralimpiche: emozione allo stato puro”.

A Bologna erano presenti Vanessa Caboni, vice campionessa olimpica di pallavolo alle olimpiadi di luglio a Samsun per sordi, Viola Strazzari e Francesca Gironi, bronzo di basket alle olimpiadi. L’emozione è salita quando si sono esibite davanti ai molti studenti e partecipanti con l’inno di Mameli in LIS (lingua italiana segni) per dimostrare a tutti questa disabilità "invisibile" che anche con questa lingua si può cantare (nella foto e nel video). I presenti hanno chiesto autografi e fatto domande su come queste persone sorde riescono a comunicare. Questa giornata paraolimpica è stata per loro una prima esperienza ricca di emozioni, di scambi sulla diversità perché tutte le barriere si possono abbattere. Anche nel loro sport "silenzioso" lo sport vince se c'è sempre integrazione e divulgazione nel mondo udenti perché tutte le disabilità possono partecipare a competizioni agonistiche come nel ns caso.

“Lo sport è vita, è benessere ed è soprattutto cultura: se lo capissimo tutti vivremmo in una società migliore, più aperta e inclusiva” è il messaggio che Melissa Milani, presidente del Cip Emilia-Romagna, ha lanciato da piazza Maggiore a Bologna- “Abbiamo avuto tremila studenti che sono venuti con 34 pullman da tutta la regione - continua -: è stata una gioia vedere così tanti giovani abbracciare il mondo paralimpico e provare anche qualcuna delle nostre discipline. La nostra regione è culla del movimento paralimpico. Il prossimo anno porteremo la Giornata paralimpica in Romagna, perché è la parte in cui siamo meno presenti e sentiamo il dovere di offrire a tutte le persone con disabilità la possibilità di avvicinarsi a uno sport”.

Lungo la strada indicata dal motto dell’evento “Non mettere un punto dove può esserci una virgola”. Ovvero: unire, includere e proseguire. Non dividere, fermare.