"Io sono stato un privilegiato. Ora costruirò l'hand bike del futuro per gli altri". Alex Zanardi si racconta

16 ago 2019, 19:36

La preparazione per le Parlimpiadi. Il sogno dell'Iroman. E poi un gesto per gli altri: la bicicletta del futuro, accessibile a tutti. Alex Zanardi, tornato dalla Coppa del Mondo in Canada con tre medaglie d'oro al collo, racconta come sta progettando insieme alla casa automobilistica Dallara l'"hand bike definitiva". Un mezzo che sarà meno caro ma "altamente competitivo". Ecco alcuni passaggi dell'intervista di Alex su Repubblica.


Alex come nasce l'idea di una "hand bike definitiva", un nuovo mezzo per tutti?
"Ormai io ho fatto molte gare. A furia di competizioni mi sono reso conto che nel paraciclismo manca una bicicletta che sia più flessibile, competitiva sia in pista che nel prezzo. Ci sono molti bravi meccanici e ingegneri, ma spesso mancano competenze tecniche e si finisce per fare prodotti ultra cari. Così con gli amici della Dallara, con cui collaboro da anni, abbiamo iniziato a progettare una bici nuova con un telaio particolare in carbonio, che si possa adattare a più ruote e sia più leggera grazie allo studio dell'ergonomia: una hand bike pensata non tanto per me, che come si sa spesso uso un mezzo da inginocchiato, ma di quelle in cui sdraiarsi che usa la maggior parte dei ciclisti che ha avuto ad esempio lesioni alla colonna. Sarà un mezzo che, speriamo, rivoluzionerà questo sport".


Costerà di meno? E quando sarà pronta?
"Speriamo di lanciarla l'anno prossimo, anno di Paralimpiadi. Ci stiamo ancora lavorando. I prezzi pensiamo che saranno decisamente inferiori agli attuali e in più sarà una roba da Formula 1, nel senso che sarà top di gamma, super competitiva. E' pensato perché tutti gli atleti possano accedervi. Vedete, io sono stato un privilegiato: se mi si rompe una ruota trovare 2000 euro per ripararla non è un problema. Ma cosa può fare un ragazzo che vive con 500 euro al mese di invalidità? Ecco perché spero di aiutare a fare sì che con questa bici lo sport paralimpico sia per tutti".

 
La testeranno gli atleti che stai formando con il tuo Obiettivo3?
"Con Obiettivo3 sto facendo da tutor a diversi ragazzi che spero di poter vedere un giorno vincenti alle Paralimpiadi. Abbiamo avvicinato tante persone con disabilità allo sport. In generale vedo che c'è sempre più attenzione dopo Londra e Rio per lo sport paralimpico e questo mi rende felice. Certamente con alcuni di loro faremo dei test sul nuovo prototipo per apportare migliorie. Sarà un mezzo veramente da "corsa" e sono sicuro che i ragazzi di Varano De Melegari (sede della Dallara, ndr) realizzeranno un prodotto unico con la stessa attenzione che mettono nelle auto. Con questa nuova bici gli atleti in gara non avranno più scuse, non potranno più dire che un altro ha vinto perché aveva un mezzo migliore. Si alzerà la competizione rendendo l'hand bike ancora più spettacolare".


Tu però non userai questa bici...
"Come detto, io corro in un'altra posizione. Questa hand bike non è pensata per me. Adesso affronterò i mondiali di settembre e spero e credo di poter essere pronto il prossimo anno per le Paralimpiadi di Tokyo dove andrò a caccia di una medaglia. Poi appenderò l'hand bike al muro per un po': voglio prepararmi per l'Iroman alle Hawaii. Dopo, non so cosa succederà. Invecchio, ma mi piace continuare a pensare di poter contribuire a far crescere questo sport. Credo che atleti come me o Bebe Vio possano ispirare tanti ragazzi e di questo sono entusiasta, ma credo anche che l'ispirazione vada cercata nelle tante possibilità che offre la vita, nelle tante luci di ogni giorno. Siamo circondati da opportunità positive. Ad esempio? Non essere pigri e provare  subito la nuova bici del futuro quando sarà pronta" chiosa scherzando.