Il dialogo del cuore: Maurilio e la forza dell’equitazione

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10 ago 2018, 12:40

Maurilio Vaccaro, istruttore e cavaliere, il 30 ottobre 2015 è rimasto vittima di un incidente d’auto che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Subito dopo il suo ricovero in ospedale ha deciso di tornare in sella e oggi è uno degli atleti Paradressage del Team Italia della Federazione Italiana Sport Equestri. L’equitazione è stata la sua forza.

 

 

“Devo fare in tempo, sono in ritardo, ho dimenticato di fare quella telefonata… Quando arrivo vediamo…”.    
Il buio. La strada, i minuti passano spietati, ma in quel momento tutto si è fermato in un attimo immobile.
A volte le cose vanno velocemente, ma ogni secondo è scandito con precisione, ed è con il lento scorrere delle ore che ricordo il mio periodo in ospedale. 
Quando sei fermo, i pensieri galoppano e ti senti bloccato in un vortice di “se”. 
Pensavo al maneggio, ai miei centoventi bimbi e allievi, ai cavalli – “chissà se si chiedono dove sono” – e riflettere su questo mi tormentava. Mi dava la forza.         
Non vedevo l’ora di uscire per precipitarmi nell’unico luogo in cui mi sento a casa: in sella, dove prima dei miei pensieri ascolto quelli del mio cavallo.        
Era una fase difficile, però non la considero una disgrazia: mi sono sentito perso, si, per un istante, ma ho trovato subito la via che mi ha portato fino a qui, con tanta voglia di fare e conoscere e vivere questo sport.  
Avevo la certezza che avrei raggiunto dei livelli alti, passo dopo passo sono andato avanti in un percorso che mi ha reso forte come non mai.       
Sono stato affiancato da persone meravigliose: Ferdinando (Acerbi – Responsabile e Selezionatore Dipartimento Paradressage) Deodato (Cianfanelli – Istruttore FISE) e Italo (Cirocchi – Istruttore FISE), il Comitato Regionale Sicilia, che mi supportano in questa straordinaria avventura; nelle scelte, nel lavoro, nel crederci ancora e sempre di più.      
Si è strutturato un gruppo che è molto più di un semplice team: in concorso passiamo ore insieme a parlare, siamo una famiglia.  
Quando sono a cavallo, lui ed io siamo una cosa sola: l’equitazione è un dialogo continuo, fatto di piccole azioni preziose, di confidenza, di intesa.    
In sella sei vulnerabile e potente allo stesso tempo, i due cuori battono all’unisono.      
Sono grato per aver avuto la possibilità di continuare e comprendere quanto questo sport sia formativo, dell’importanza di ciò che mi ha fatto scoprire.      
Il grazie più grande è alla passione, quella vera, che ha maturato il colpo di fulmine, l’amore a prima vista che colora la mia vita.