Redazione
08 ago 2017, 11:50
20831 Seregno MB, Italia

Il 10 settembre a Monza, le ruote continuano a girare

Il 10 settembre all'autodromo di Monza è in programma il 7° international Handcycling Gp Monza, organizzato dal team Piccoli Diavoli a 3 ruote. Il ritrovo per gli atleti è fissato alle ore 10.30, con la gara in programma nel pomeriggio alle 15.30.

La storia è quella dei fratelli Villa, Alessandro e Federico, colpiti da una malattia degenerativa che non li ha fermati. Anzi Federico, il più giovane, è appena rientrato da Rolling Argentina, un viaggio nel Paese sudamericano che segue quelli che ha fatto a Cuba (nel 2013) e in Vietnam (nel 2015). Sempre con le stesse modalità e con lo stesso spirito. Dal loro sito (https://www.pd3r.it/) si comprende lo spirto che ha animato i due fratelli in questi anni. 


«Non è tanto la gara che conta. Non corriamo con l’ansia di vincere. Un ‘Piccolo diavolo’ affronta le prove con uno spirito diverso, per noi l’handbike è molto di più». È libertà, riscatto. È pane quotidiano. Alessandro Villa, alias “il boss”, è il fondatore della Onlus sportiva Piccoli diavoli 3 ruote, nata il 28 febbraio del 2006 in Brianza. Non si è arreso di fronte all’atassia, una malattia rara e degenerativa, in sella alla sua handbike ha girato il mondo e ha deciso di creare l’associazione per trasmettere la stessa forza a chi, come lui, è costretto sulla sedia a rotelle. «Con l’handbike – racconta – metti in gioco tutto te stesso. Mentre una persona normodotata più si allena più diventa forte, per noi atassici più passa il tempo più le forze vengono meno. È una malattia che colpisce la coordinazione dei movimenti. Non ci sono cure e siamo consapevoli dei nostri limiti. Ma ho provato sulla mia pelle che aiutando la massa muscolare si ostacola la malattia. Non sono migliorato, ok, ma sono ancora qui e ho ottenuto benefici. Così ho pensato di coinvolgere altre persone con diverse forme di disabilità». Facendo squadra, aprendo una scuola di vita insieme a suo fratello Federico, socio fondatore e vicepresidente del team. Stessa patologia, stessa determinazione. «Quando ho scoperto di avere l’atassia ero in quinta superiore. Avevo tutt’altri pensieri, altro che handbike. Mio fratello mi diceva di provare, ma io ero incazzato con il mondo. In realtà, quando non mi vedeva nessuno, prendevo la sua bici e andavo a farmi un giro. Poi però arriva un momento in cui prendi coscienza di te stesso, della disabilità ma anche delle tue capacità. Basta piangersi addosso con domande senza senso come ‘Perché proprio a me?’. Ne prendi atto e vai oltre», dice con forza Federico, che partecipa ai Campionati del Mondo e sale anche in cattedra, promovendo progetti nelle scuole....