Handbike, Gioacchino a Marina di Massa il 6 e 7 aprile

Redazione
54100 Marina di Massa MS, Italia
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31 mar 2019, 08:05

Il prima e il dopo, in mezzo la benedetta continuità: “Stare all’aperto, sudare, fare fatica: quasi come tornare a correre”. Ripartire dall’handbike è stato così naturale per Gioacchino Fittipaldi, rimasto paralizzato dopo un incidente in motorino nel 2017, nel corso dell’ultimo anno di Università, laurea magistrale alla Bocconi. “Era settembre 2017, stavo svolgendo lo stage curriculare a Mediobanca dove ora lavoro a tempi pieno. Successivamente, a marzo, mi sono laureato dopo aver sostenuto gli ultimi due esami all’ospedale Niguarda e scritto la tesi durante la mia degenza in unità spinale”. Appena caduto, il 25enne (26 il 4 agosto) di Lagonegro (PZ) si era subito rialzato all’inseguimento dei suoi obiettivi. “Ho continuato a vivere nel senso più vero del termine. Sembra una banalità ma è questa la vera reazione. Non è semplice sentirsi dire che non potrai più tornare a camminare. I primi giorni pensi che fosse tutto un brutto sogno, poi devi avere il coraggio di affrontare la realtà e riprendere in mano la tua vita. Ho cercato di darmi subito degli obiettivi per uscire dall’ospedale e tornare a fare ciò che facevo prima dell’incidente il prima possibile”.

Quello che ha fatto fuori è nato da dentro di lui e dentro quell’ospedale: “Durante la mia degenza ho conosciuto un signore che vendeva la sua handbike, naturalmente gli ho detto subito che l’avrei acquistata. Le prime volte andavo a Varese per allenarmi insieme ai ragazzi della Pohla, allo stadio Franco Ossola. Poi ho iniziato ad uscire da solo in strada o insieme ad amici ciclisti sul naviglio grande a Milano. Lo sport è stato uno dei valori, insieme ai familiari e agli amici, che mi ha permesso di reagire. Ero molto sportivo anche prima, quindi è stato relativamente semplice continuare ad esserlo. In unità spinale avevamo la piscina, la palestra, il campo da basket, le carrozzine da scherma, il tavolo da ping pong e tante altre attrezzature che mi hanno dato la possibilità sin dai primi giorni di fare sport: è stato fondamentale per me”.

Gioacchino incarna quella reazione dell’accettazione che ti fa reagire e andare oltre. Certo, diversamente, ma si fa: è questo ciò che conta. “In ospedale, cercando in internet notizie sullo sport paralimpico, ho conosciuto Obiettivo 3 (https://www.obiettivo3.com, il progetto ideato e fondato da Alex Zanardi, ndr) di cui ora faccio parte”. E gareggia con l’ASD ANMIL Sport presieduta da Pierino Dainese. A proposito di competizioni, il suo primo appuntamento stagionale è a Marina di Massa, il 6 e 7 aprile, a “La due Giorni del mare”. “Poi cercherò di fare qualche tappa del Giro d’Italia di handbike. Il calendario stagionale è ancora in divenire”.

Nel frattempo si traccia la strada verso le Paralimpiadi: “Parteciparci è il mio grande sogno”.