GIULIA BELLANDI – “Dopo il buio arriva sempre la luce”

17 nov 2021, 16:45

I nuovi super eroi della contemporaneità 

#oltreladiversità  

Giulia Bellandi, classe 1990, toscana con la passione per la pallavolo nelle vene: figlia di due pallavolisti e oggi anche alzatrice della nazionale italiana di Sitting Volley, pioniera azzurra e capofila del gruppo. Costretta all’amputazione della gamba sinistra per via di un incidente in motorino che ha semireciso l'arteria femorale all’età di 19 anni, Giulia è tornata in campo grazie al Sitting Volley con molto coraggio e con straordinaria forza di volontà riuscendo a trasformare la disgrazia in un trionfo:  "tante difficoltà e momenti bui, ma con l'aiuto degli amici e della famiglia sono riuscita a ripartire". Grazie anche allo sport: "Per me è importantissimo, serve ad avere equilibrio, serve a sfogarsi, serve a mantenere un corpo in salute"

Si definisce una persona carismatica, leale, solare e ottimista. Una ragazza normalissima che è diventata piano piano la palleggiatrice ‘numero 1’ del team: “Ho capito che sarebbe stato il mio sport il 17 aprile 2015, quando è nata la Nazionale. Vestire quella maglia è stata ed è un’emozione fortissima, ma anche una grande responsabilità. Come mi chiamano le mie compagne? La stella del sitting”.

Ci vuole determinazione e forza di carattere per andare avanti e Giulia ormai di è dimostrata inarrestabile. Nonostante fosse già pallavolista prima dell’incidente, ci sono voluti cinque anni perché finalmente approcciasse questa disciplina “francamente non sapevo neppure cosa fosse, il Sitting Volley, e quando me ne parlarono restai titubante” sia per via dello shock dopo l’incidente sia perché aveva ancora tanti tabù legati alla sua disabilità. Finalmente decide di giocare una partita e si rende subito conto che c’erano tanti punti in comune con la pallavolo (…) e quando vidi giocare le ragazze della nazionale brasiliana, bravissime, veloci, con degli schemi di gioco incredibili, capii che era proprio lì che mi sarebbe piaciuto arrivare".

La sua squadra è stata la prima in Italia a qualificarsi alle Paralimpiadi facendo quindi l’esordio a Tokyo 2020 con Amauri Ribero come allenatore. Sulle prospettive future di questa disciplina che si sta imponendo sempre di più nel panorama sportivo italiano, Giulia ci racconta:

“Il Sitting Volley è una delle ultime discipline che la realtà degli atleti paralimpici ha abbracciato e solo da pochi anni si giocano il Campionato Italiano e il Torneo Interregionale Rotary, una competizione che chiama a raccolta molte squadre. Finché questa disciplina rimarrà limitata ai canali del settore, non avrà una visibilità e una diffusione adeguata. Perciò, credo che si possa fare molto di più, a partire dalla promozione del Sitting nelle scuole”.