Gabriele, il suo primo canestro e l'urlo. Storie di gioia dal Candido Junior Camp

Redazione
Parma PR, Italia
11 lug 2019, 16:01

Le dita lasciano scivolare via la palla, tutto si ferma per un attimo, la retina si gonfia e solo allora Gabriele esplode in un urlo di gioia che al Pala Citi di Parma ancora se lo ricordano.
 Il primo canestro di Gabriele Gerevini, 9 anni, i primi due punti alla sua prima esperienza da "grande". 


Tutto questo è immortalato in uno scatto che da solo racconta cos'è il Candido Junior Camp: emozioni, sport, amicizia, e soprattutto tanta autonomia, per qualche giorno via da casa  insieme ad altri piccoli atleti a sentirsi grandi, a crescere, proprio come è nella filosofia dei "camp".


 A Parma oggi si è conclusa l'ultima tappa della stagione 2018-2019 che in un anno ha visto partecipare al Candido Junior Camp sostenuto da Fondazione Vodafone e Ogni Sport Oltre più di 100 ragazzi in sei tappe organizzate in sei diverse regioni. 


Giorni di allenamenti, partitelle, crescita e tanta autonomia. Funziona così: è dedicato ai piccoli atleti o futuri giocatori, che magari scendono in campo per la prima volta, che hanno fra gli 8 e i 22 anni e vogliono cimentarsi nel basket in carrozzina. Grazie al supporto di Ogni Sport Oltre e delle realtà locali, in questo caso la Polisportiva Gioco Parma, per ogni tappa si organizzano alcuni giorni di camp: la mattina dopo colazione tutti ad allenarsi, pranzo insieme, poi ancora allenamento e infine tutti in hotel per risposare. 


"Giornate così ti permettono non solo di creare grandi amicizie e divertirsi con lo sport, ma anche di sviluppare la propria autonomia, di sentirsi grandi. La sera in stanza i ragazzi sono da soli e lì si aiutano a vicenda, sempre con il support di volontari o infermieri presenti in ogni tappa quando c'è bisogno" spiega la responsabile Elena Sandre. 


Gabriele, da Cremona, era per esempio alla sua prima "uscita per un po' di giorni senza la famiglia. La sera tornava a dormire a casa ma di giorno si allenava qui con noi. E' salito per la prima volta in carrozzina e ha preso il pallone in mano: dopo aver provato un po' ha messo a segno il suo primo canestro e direi che il suo urlo di gioia l'abbiamo sentito tutti".
 

Alla tappa di Parma, come per le altre di Firenze, Porto Torres, Livigno, Pontecagnano Battipaglia e Reggio Calabria, si sono aggiunti allenatori, educatori e sportivi, come Martina Capelli, calciatrice dell'Ac Milan che è passata a trovare i ragazzi e si è cimentata nel basket. 


Ogni volta che finisce un raduno restano amicizie, la condivisione di sogni e anche...i palloni: in ogni città dove passa il Candido Camp vengono infatti regalati alla società che organizza l'iniziativa decine di palle da basket e cinque carrozzine che verranno utilizzate dagli atleti. 


"E' una soddisfazione enorme - spiega Sandre - non solo vedere quello che accade sul campo, ma anche ciò che avviene dopo. Abbiamo saputo di diversi ragazzi che dopo aver provato con noi hanno iniziato a giocare e uno di loro quest'anno ha perfino vinto il campionato cucendosi il tricolore sul petto con Padova". 


All'avventura parmigiana, l'ultima della stagione, hanno partecipato 22 atleti, il record assoluto di iscritti. Di solito sono al massimo venti "ma per due posti non ce la sentivamo di escludere nessuno. I numeri sono in continua crescita e questo ci fa molto piacere" conclude Sandre. 


Che poi rivela la cosa più difficile dopo una quattro giorni di Candido Junior Camp: "Far uscire i ragazzi dal campo di gioco. Non c'era verso di farli smettere, volevano restare tutti lì". 

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