Fabrizio, un Mondiale a tutta spinta....

Redazione
33085 Maniago PN, Italia
02 ago 2018, 07:26


Eccola l’araba fenice, alias Fabrizio Cornegliani. Al posto delle ali la sua volontà che l’ha fatto volare quando nessuno - tranne lui - ci credeva. Marzo 2004: “Durante la riabilitazione non volevano darmi la carrozzina a spinta, solo quella elettrica. Mi sono ribellato e ho detto: ne parliamo tra qualche anno”. Agosto 2018: l’atleta del team Equa di Ercole Spada sarà al via del Mondiale di Maniago da giovedì 2 a domenica 5. Cerimonia di apertura mercoledì 1 alle 17. Ci arriva dopo aver vinto importanti trofei: “Al Mondiale di Sudafrica 2017 il bronzo il linea, quest’anno il titolo italiano assoluto mentre nelle due prove di Coppa del Mondo, di cui sono leader di categoria (MH1, ndr), tre ori e un argento”.
Guardare indietro aiuta a capire quanto importante sia crederci. E allora riavvolgiamolo il nastro: “Alla prima mia volta in handbike dopo la riabilitazione ero riuscito a percorrere solo 100 metri, ora in allenamento arrivo fino a 50000 metri, 50 km”. Cinquecento volte in più, la straordinaria potenza del suo granitico “non si molla: “La prima cosa è sempre pensare di riuscirci, certo senza fare voli pindarici ma nel limite delle proprie possibilità”. Forte e saggio: “La gara la faccio contro di me, poi quello che arriva è una conseguenza” sottolinea il 49enne di Sant’Angelo Lodigiano.
L’INCIDENTE Fabrizio ha una tetraparesi spastica a livello C5-C6. “E’ stata causata da un trauma durante un allenamento in palestra. Una coppia di ragazzi stava facendo una proiezione quando uno di loro è stato lanciato sul mio collo. Ho trascorso sei mesi in ospedale, una volta dimesso non muovevo ne braccia ne mani. Per tre mesi ho dovuto utilizzare il respiratore. Quindi ho iniziato a praticare sport a casa: fin da subito l’obiettivo è stato recuperare il più possibile. Mi davano per spacciato, invece si può dimostrare che anche una persona in carrozzina può crescere, eccome. Ora ho una biciletta costruita attorno alle mie caratteristiche e viaggio per 50 km filati”. Araba fenice, appunto.
Fabrizio e lo sport vanno a braccetto: “Ti permette di faticare senza avere la percezione della fatica. Certo, nulla arriva dall’alto e non c’è il tutto subito: il lavoro paga, i miglioramenti si notano un po’ alla volta, allenamento dopo allenamento. L’obiettivo, poi, è relativo: l’importante è lavorare come si deve cercando di fare uscire tutti i cavalli che ognuno possiede”.
VERSO IL MONDIALE Lui è pronto a scaricarli sul tracciato di Maniago lungo 13,65 km, che però non è adatto alle sue caratteristiche: “A me piace più il percorso piatto con tante curve, invece questo è abbastanza semplice con una salita finale. Parto quindi svantaggiato, ma ho lavorato tanto per alzare i regimi di potenza. E ho studiato a puntino la strategia da adottare: impostare il range di potenza sulla soglia da mantenere per la crono. Nella gara in linea cercherò di stare con il gruppo dei migliori e, se avrò le forze, proverò ad andare in fuga come faccio solitamente visto che in volata sono tutti più forti di me”. L’azzurro è in gara giovedì dalle 16 nella crono e sabato dalle 9 nella prova in linea. Nella città dei coltelli, in provincia di Pordenone, si sente come casa sua: “Lì ho già gareggiato in Coppa del Mondo, l’anno scorso ho vinto un argento. Per questi Mondiali l’obiettivo è salire sul podio in entrambe le specialità”.
Per farlo dovrà fronteggiare la concorrenza dei forti avversari: “Ci saranno due campioni del Mondo uscenti, lo svizzero Fruh Benjamin e il sudafricano Nicolas Pieter Du Preeze, oltre ai finlandesi che quest’anno vanno come le moto. Li chiamo hasky: lavorano assieme, in coppia, sono affiatati. Ma arrivo al Mondiale ben allenato, questa gara la prepariamo da anni”. 

https://www.gazzetta.it/Paralimpici/01-08-2018/paraciclismo-domani-mondiali-cornegliani-le-speranze-azzurre-2801080342544.shtml