Tennistavolo, Carlotta vuole gli Europei

05 feb 2019, 16:03

E chi la ferma Carlotta Ragazzini. La sua vita è cambiata a inizio 2016: “Ero ricoverata all’ospedale di Montecatone, Imola, per un periodo di riabilitazione in seguito a un intervento di stabilizzazione della colonna vertebrale. Non volevo restare in camera da sola a piangermi addosso, cercavo continuamente qualcosa da fare: leggere, studiare o partecipare a un laboratorio. Dovevo assolutamente trovare un modo per passare il tempo”.

Un giorno è andato a trovarla a Montecatone Alessandro Arcigli, il direttore tecnico della Nazionale paralimpica, che si trovava lì grazie a un progetto ideato per la diffusione del tennistavolo nelle unità spinali. Da lì, dov'era cambiata la sua vita, è iniziata una nuova vita. “Ringrazio Alessandro (loro due nella foto, ndr) che mi ha invitata ad andare ai Campionati Italiani che si sarebbero disputati a Lignano Sabbiadoro, per conoscere l’ambiente e gli atleti. Mi sono sentita subito a mio agio, a prescindere dall’età e dalla disabilità. In quel momento ho iniziato a capire che forse il tennistavolo (la sua categoria è classe 4, ndr) avrebbe potuto essere davvero la mia passione”.

E l'ha capito bene tant'è che ora, a 17 anni d'età, la faentina ha le idee ben chiare: “Quest'anno punto a essere convocata, per la prima volta, ai Campionati Europei assoluti; a vincere gli Europei Under 23 (la “rivale” azzurra Giada Rossi non sarà più nella categoria, ndr); a vincere, anche quì per la prima volta, i Campionati Italiani. E voglio partecipare alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Mi alleno per questo ed è questo che mi aspetto, dal tennistavolo, per il prossimo futuro”.