Ecco Alex Labindi: "Amo il sacrificio"

24 ago 2019, 13:36

Sole, bici e passione per le donne. Ebbene sì, Alex Labindi risponde al classico stereotipo dell’uomo romagnolo. Con la voglia di scherzare e mettersi sempre in gioco, anche quando il destino ha intenzione di infilarsi di traverso. Nato a Imola 34 anni fa, Alex inizia fin da piccolo ad amare le due ruote, finché un incidente durante un allenamento ciclistico lo rende paraplegico. «Da lì è iniziata la mia nuova avventura», confida Alex. «Ho sempre continuato a cimentarmi nello sport anche dopo l’incidente. Ho fatto 12 anni di basket, 4 anni di nuoto, sci e karate. Nell’ultimo anno ho scoperto l’handbike, uno sport che mi ha affascinato fin da subito soprattutto perché mi ricorda molto la bici, sia in termini di allenamento che in termini di alimentazione».
 

 Come hai conosciuto il progetto di Obiettivo 3? Come mai hai voluto tentare questa nuova sfida?

«Ho conosciuto Obiettivo 3 tramite Davide Cortini, sono stato reclutato ai mondiali di paraciclismo dell’anno scorso e da lì è partito tutto. Mi sono buttato fin da subito a testa bassa e ho cominciato a spingere. Perché? Perché io amo le sfide, amo la fatica, amo percepire il miglioramento e le soddisfazioni che quest’ultimo ti dona».

Quali sono le tue ambizioni all’interno del progetto?

«Non ho particolari obiettivi specifici perché non so dove potrei arrivare, e non so quali sono le occasioni che potrebbero capitarmi, mi sono imposto solamente di avere una prestazione e di migliorarmi. D’altronde, per me è un mondo nuovo, non so bene ancora come gestirmi e non ho la più pallida idea di cosa fare, però tutto mi piace, e quindi mi divertirò a scoprire piano piano il mio percorso, godendomi tutte le soddisfazioni che regala. Ed è proprio questo il bello della vita, perché se si nascesse già con il manuale delle istruzioni in mano non avrebbe nemmeno senso vivere».

Altri hobby e passioni oltre allo sport?

«Ho sempre amato molto viaggiare, la bellezza di vedere posti nuovi, e questo è un fattore molto positivo per l’handbike, poiché le varie gare e competizioni ti portano spesso in giro per il mondo».

Lo sport cos’è per te?

«Lo sport per me è fatica, fatica che ti viene restituita in adrenalina e emozione. È sacrificio, e se corri più forte significa che ti sei impegnato più degli altri, significa che hai vinto la sfida, e a me le sfide piacciono da impazzire».