Redazione
11 ott 2017, 20:05

Devicenzi parla ai ragazzi di San Patrignano

Durante la prima giornata della decima edizione del WeFree Days il ciclista e atleta paralimpico Andrea Devicenzi si è raccontato davanti agli studenti di tutta Italia.

Nessun ostacolo, nessun limite, la realizzazione dei propri sogni è alla portata di tutti. È l'esperienza che Andrea Devicenzi, ha trasmesso a centinaia di studenti di tutta Italia durante la decima edizione del WeFree Day, evento che lancia l’annuale campagna di prevenzione della comunità San Patrignano, . Il ciclista e atleta paralimpico, con alle spalle numerosi successi sportivi, tra cui la partecipazione alla Parigi-Brest-Parigi, si è raccontato in modo schietto e diretto a partire dal tragico incidente che a soli 17 anni gli ha portato via una gamba e cambiato la vita. E che recentemente con Oso è stato protagonista di una avventura ai confini dell'Europa fino a Capo Nord.

“Ho trovato la forza per rialzarmi e reagire concentrandomi su quello che volevo io e quindi partendo dai miei obiettivi. Per cinque mesi d’ospedale ho dovuto accantonare lo sport perché nessuno mi diceva niente e non sapevo se sarei potuto tornare a praticarlo ancora – racconta Andrea ritornando con la mente ai giorni del suo calvario - poi attraverso la canoa ho trovato il mio primo obiettivo e ho capito che non sarebbe stato il numero delle mie gambe a determinare i miei successi ma tutto ciò che avrei avuto nella testa da quel momento in poi”. E così è stato. A partire dal 2007 Devicenzi ha intrapreso e vissuto come ciclista paralimpico sfide sempre più coinvolgenti e importanti. Qual è stato il suo segreto? Da una parte la tenacia, la forza mentale e la fiducia nei propri mezzi, dall’altra la necessità di continuare a credere nei propri sogni. “Nella mia esperienza è stata una cosa fondamentale senza la quale non sarei riuscito a realizzare niente. Oggi però mi accorgo guardando ai giovani che c’è una sorta di imbarazzo e vergogna nel parlare dei propri desideri e progetti. Quindi vorrei fare un invito – ha concluso Devicenzi rivolgendosi alla platea di studenti - non abbiate paura dei vostri sogni ma esternateli, comunicateli perché è il primo passo per realizzarli".