Redazione
28 dic 2017, 10:04

Daniele, guardare sempre oltre

Nel suo profilo twitter si presenta così: “Perdutamente innamorato della vita”. Lo scrive perché lo pensa, e lo fa. Alla viglia di Natale è partito per l’Argentina. Da Buenos Aires racconta: “Molta gente si chiede, giustamente, cosa viaggi a fare una persona non vedente. Da persona informata riguardo ai fatti (sorride, ndr) vi garantisco che vale la pena godersi certi luoghi, sebbene ad occhi chiusi. Le emozioni si possono anche gustare, toccare, respirare ed assaggiare. Vivere”.

ALLENAMENTO Daniele Cassioli sprizza positività ovunque. Vive nel buio irradiando la contagiante luce della positività a prescindere. Da quelle parti per festeggiare un amico che si sposa con una ragazza argentina, il 22 volte campione del mondo di sci nautico non poteva non portare con sé gli sci (nella foto prima di un allenamento argentino). Che indossa per migliorarsi sempre più, per passione e per trasmettere la sua passione a persone cieche come lui che incontra spesso a Recetto, nel centro federale di sci nautico. In attesa di tornarci, si mantiene in forma per la nuova stagione.

IL RETROSCENA “L’idea di questa trasferta - racconta Daniele sul suo sito danielecassioli.it -  mi ricorda quella di qualche anno fa, quando volavo in Florida con Fabrizio, un mio compagno di squadra. Avevamo deciso di allenarci durante le vacanze di Natale e la Florida per gli sciatori nautici è il posto perfetto. Fabri è in carrozzina quindi quel viaggio, oltre che un’ottima opportunità per crescere sportivamente, fu un magico cammino nell’autoironia di due disabilità che si incontrano e fanno squadra. Da soli eravamo piuttosto vulnerabili, insieme eravamo invincibili! Lui aveva bisogno di me per tirare fuori la sedia dal bagagliaio e portarla accanto alla macchina prima di scendere. Io avevo bisogno di lui perché non potevo certo guidare un’auto presa a noleggio a Orlando. La stessa interdipendenza ci capitava al supermercato: “Dani prendi quel vasetto in alto” “Quale Fabri?” “Quello più a destra, no non quello, quello dietro!” E via di questo passo. Potete immaginare che fare la spesa durava molto più del previsto e Fabri era costretto a fare numeri da circo per prendere la merce negli scaffali. Io ho sempre il timore di essere visto come lo sfruttatore in questi casi perché spesso non si nota che non vedo mentre la situazione di Fabrizio è facilmente deducibile! Questo mi fa pensare che la gente mi riconosca come un insensibile che non aiuta il suo amico in carrozzina. Se mi dovesse ricapitare una trasferta del genere mi attaccherei un cartello sulla maglia con scritto: “So cosa stai pensando, ma io sono cieco!”.

Solita ironia da fuoriclasse ….  perdutamente innamorato della vita.