Da Valencia a Roma, Cabrera lancia il giavellotto oltre gli ostacoli

Redazione
Roma RM, Italia
01 gen 2019, 19:16

Da Oliva, un piccolo paese a sud della provincia di Valencia, a Roma. Hector Cabrera, pratica atletica da 10 anni e ha nel mirino la conquista dell’oro alle Paralimpiadi nel lancio del giavellotto. Il suo miglior risultato sportivo è stato il bronzo ai Mondiali di Londra 2017. “Sono qui in Italia grazie al programma Erasmus per implementare i miei studi. A Valencia sto studiando scienze motorie, frequento il terzo anno”.

OLTRE LA MALATTIA Il 24enne spagnolo è nato con la malattia di Stargard, malattia degenerativa della vista che provoca una riduzione delle macule dell’occhio. “Sul mio profilo Facebook e su YouTube ho condiviso un video dove spiego la mia disabilità e ciò che comporta nella mia vita di tutti i giorni: nel video si vede anche come vedo e guardo il mondo attraverso i miei occhi. Mi piacerebbe che le persone lo vedessero: cerco di far capire che la vita non è fatta solo di problemi e difetti, anzi è proprio attraverso questi che ci caratterizziamo come esseri umani, che ci rende diversi gli uni dagli altri. Gli aspetti che riteniamo più brutti sono il nostro più grande punto di forza anche se non lo vediamo, se lo trattiamo come parte di noi non potrà fare altro che arricchirci come individui”. 

VERSO I MONDIALI Hector gareggia nella categoria F12 che accorpa gli atleti con deficit visivo grave ma non totale. Rimarrà in Italia fino a fine febbraio “in modo da poter dare tutti gli esami delle lezioni che sto seguendo. Purtroppo, però, una volta tornato in Spagna non frequenterò il secondo semestre all’università di Valencia a causa della preparazione al mondiale di novembre, a Dubai, dove c’è in palio il pass per Tokyo 2020. Arrivare al podio non sarà facile ma ce la metterò tutta. Per tentare di vcincere, un giorno, le Pareòlimpiadi, devo fare ancora tanta strada: ho bisogno di molto allenamento e di migliorare la tecnica”.

L’ATLETICA E’ VITA “Quando ero bambino mi hanno detto che non avrei potuto fare sport per tutta la vita. Quindi, in parallelo alla carriera sportiva, ho deciso di studiare per diventare un giorno  incrocio le dita - un professore di educazione fisica, sperando così di poter trasmettere i valori dello sport in cui io credo, e che negli anni ho appreso, alle nuove generazioni. L’atletica è la mia vita - dice Hector -. Qui a Roma mi alleno per tenermi in forma e vivo con due persone magnifiche, Edoardo e Paola, che tutti i giorni mi aiutano a scoprire e apprezzare la bella cultura italiana”.