Calcio amputati, Dal Pastro in raduno con la Nazionale il 16 e 17 marzo

Redazione
Roma RM, Italia
mattia.jpg
mattia1.jpg
mattia_dal_pastro.jpg
15 mar 2019, 06:28

Un po’ alla Zanardi: “Al mio risveglio dopo due settimane di coma, ho guardato alla parte che rimaneva piuttosto che a ciò che avevo perso”. Anche Mattia Dal Pastro vede il bicchiere mezzo pieno e lo riempie di ottimismo fino all’orlo. Poi prende quella positività che fa traboccare la sua vita e a avanza a tutta. L’11 settembre 2016 l’incidente mentre stava andando al lavoro in moto gli ha parzialmente causato la perdita dell’uso del braccio sinistro: “Era una mattina presto di domenica. Un’auto mi ha tagliato la strada facendomi sbattere contro un palo della luce e perdendo il braccio sinistro per lesione totale al plesso brachiale. Ho reagito bene da subito, mi sono fatto forza. Alle persone che erano allarmate dicevo: non preoccupatevi, ho perso solo un braccio, ho altri tre arti, la vita continua senza problemi”.

SPORTIVO DENTRO Il 31enne di Bassano del Grappa (Vi), in servizio all’Arma dei Carabinieri, è l’ultimo arrivato tra i portieri della Nazionale Italiana Calcio Amputati. “Lo sport è stato molto importante per convivere con la disabilità perché - dice Mattia - mi permette di praticare l’attività che amo. Mi sono sempre piaciute tutte le discipline sportive: alcune sono più difficili da fare, ma nulla è impossibile. Chiaramente cerco di focalizzarmi nello sport che riesco a praticare con il minor contraccolpo psicofisico. Il nuoto, ad esempio, mi crea scompensi fisici, mi crea fastidi visivi dovuti probabilmente ai traumi subiti. Ho iniziato a giocare a calcio quando sono venuto a sapere che c’era la Nazionale Amputati. A 17anni mi dilettavo nell’hockey, ho vinto qualche campionato nazionale giovanile e un titolo di miglior portiere. Poi ho giocato a calcio a 11 e a 5”. Uno sportivo dentro: “Anche quando ero all’estero mi mantenevo fisicamente atletico. Addirittura in ospedale mi sono fatto portare un tapis roulant”.

Mattia è in raduno con la Nazionale il 16 e 17 marzo a Roma.

 “L’auspicio è di creare un campionato italiano sotto l’egida della Fispes, quindi vincerlo con la mia squadra, il Vicenza Calcio Amputati, e il prossimo anno confrontarsi in Europa con altre squadre di club che sono più avanti di noi. Nel frattempo, sogno di partecipare a un altro Mondiale (dopo quello in Messico 2018, ndr) ma questa volta da protagonista, come portiere titolare”.