Bashar Madjid: #sportoltrelaguerra

15 apr 2021, 11:32

La storia di Bashar Madjid#L'insuperabile è imperfetto

La poliomelite e l'amore per lo sport

Sono nato a Baghdad il 4 gennaio del 1975. Mi trovo in una terra straniera, lontano dalla mia famiglia e persone care già da qualche anno. Sono nato e cresciuto tra le strade e i vicoli antichi di Baghdad, ho frequentato la scuola come tutti gli altri bambini della mia età, mi sono diplomato in ingegneria elettronica e fin da bambino mi sono appassionato allo sport: atletica leggera, specialità lancio del disco. Sono nato normale, ma a quattro anni mi sono ammalato di poliomelite. Eppure non mi sono mai dato per vinto e all’età di tredici anni, un giorno, guardando alla TV un programma di sport per persone con disabilità, ho preso il nome della società sportiva scritto alla televisione. Il giorno dopo, con mio padre, sono andato da questa società e mi sono iscritto subito. Da qui incomincia la mia storia sportiva. 

Lo sport nella Nazionale Irachena

Nel 1992 sono entrato a far parte della Nazionale irachena e l’anno stesso sono diventato campione nazionale. La prima gara internazionale cui ho partecipato con la Nazionale irachena è stata nel 1993 in Giordania in cui ho vinto la mia prima medaglia d’oro nel lancio del disco. Ho partecipato a vari tornei e campionati di interesse internazionale in diversi paesi arabi e asiatici fino al 1999, classificandomi sempre al primo posto nella mia specialità. 

Lo sport durante la dittatura di Saddam Hussein

Nel 2000 sono stato convocato per le Paralimpiadi di Sidney. Purtroppo in quel periodo, il governo iracheno era sotto la dittatura di Saddam Hussein e per problemi economici l’intera delegazione non vi ha potuto partire. Negli anni 2001 e 2002 si sono svolti nuovamente i Campionati arabi open, e anche in Egitto anche lì sono riuscito a vincere medaglie d’oro. Nel 2003 purtroppo è iniziata la guerra fra gli Stati Uniti e Saddam Hussein e con lo sport mi sono dovuto fermare perché sono iniziati vari disordini compresa la caduta del governo. All’inizio del 2004 mi hanno convocato ad una gara in Marocco dove avevo la possibilità di qualificarmi per le Paralimpiadi di Atene, e sono riuscito ad ottenere il minimo, registrando anche un record nazionale di 32,45 metri nel disco nella categoria F55. Ad Atene, speravo di ottenere il terzo posto, ma per mia sfortuna una settimana prima delle gare, a causa di un dolore al fianco, sono dovuto andare in ospedale. Si trattava di una colica renale, il dolore al fianco non mi passò. Ciononostante sono riuscito a fare un buon risultato con 30,26 metri e mi sono classificato sesto.

Lo scoppio della guerra civile e l'asilo politico in Italia

Nel 2005 in Iraq scoppiò la guerra civile, nel 2006 mio padre morì a causa della guerra. Anch’io avevo problemi per andare ad allenarmi. Volendo continuare a praticare sport serenamente, ho cercato subito il modo per uscire dal mio paese e a marzo del 2007 sono entrato in Italia che mi ha concesso l’asilo politico.
A Roma, dall’Ufficio immigrazione dell’Aeroporto di Fiumicino, mi hanno mandato al Centro di accoglienza di Foggia. Lì sono rimasto il tempo necessario che la Croce Rossa trovasse un altro posto dove trasferirmi. Finalmente, dopo quattro mesi, è stato trovato un centro di accoglienza in Sicilia, a Comiso.

Lo mia vita sportiva (e non) in Italia

Quando sono arrivato a Comiso, il 1 dicembre del 2007, presentando tutti i documenti sportivi mi è stato indicato che c’era una società a Ragusa, la Handy Sport Ragusa. Nel gennaio 2008 mi sono subito iscritto e ho continuato a praticare atletica leggera come facevo in Iraq. In questa società ho conosciuto una ragazza di Ragusa. Due anni dopo, nel 2010, ci siamo sposati, e l’anno successivo è nata nostra figlia Miriam. Nel 2013 ho preso la cittadinanza italiana, così ho potuto partecipare ai Campionati Europei a Grosseto che si sono svolti a giugno 2016. Nel 2017, per motivi di lavoro di mia moglie ci siamo trasferiti a Varese, qui ho trovato un’altra bellissima società sportiva che si chiama Polha Varese. Sono qui a Varese già da tre anni, è una bella città, accessibile per persone con disabilità e mi trovo bene. Anche nella società sportiva di cui faccio parte, sono stato accolto calorosamente. Grazie alla presidente, Daniela Colonna-Preti, persona squisitissima, ho potuto continuare ad allenarmi tanto che si è data subito da fare per trovare le attrezzature adatte per i miei allenamenti. E ha anche cercato altri luoghi e persone volontarie fuori Varese, per aiutarmi a migliorare. Ringrazio anche la mia allenatrice Cristina Martinelli che è sempre disponibile e presente quando vado ad allenarmi. Con il suo aiuto spero di riuscire a partecipare per la seconda volta a un Campionato europeo. I prossimi saranno in Polonia e spererei anche qui di avere buoni risultati. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno conosciuto e che mi hanno aiutato: Centro di Accoglienza di Comiso, Handy Sport Ragusa, Federazione FISPES, Polha Varese.

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