Redazione
26 ott 2017, 10:20

Baseball per non vedenti, primi passi a Pesaro

Ha grinta da vendere Giordano Cardellini, consigliere dell'Uici con delega allo sport e ai giovani. Dal 2010, dopo che ha perso la vista in un incidente stradale, la sua vita è cambiata, ma non si è perso d'animo: «Non tutti i mali vengono per nuocere: ora ho sempre da fare - dice - mi spendo molto per lo sport perché anche un non vedente lo può praticare tranquillamente. Proprio domenica 22 ottobre, assieme Biagio Cattano, ho organizzato una dimostrazione di baseball per ciechi al Diamante di Pesaro».

UN HOMERUN PER L'INCLUSIONE

Di cosa si tratta? «Si chiama “Un Homerun per l'inclusione”, è un evento di promozione e diffusione del baseball per non vendenti promosso dall'Uici di Pesaro e Urbino nell'ambito della campagna di promozione dello sport della presidenza nazionale».

Qual era l'obiettivo dell'evento? «Non tanto far conoscere questa disciplina, che ormai da diversi anni sta riscuotendo successo anche tra i disabili visivi, piuttosto quello di offrire a tutti la possibilità di provarlo».

Quanti non vedenti si sono messi in gioco? «Circa 40 tra ciechi ed ipovedenti. Gli ipovedenti hanno giocato con una benda sugli occhi per essere equiparati ai giocatori ciechi. I giocatori coinvolti provenivano da Rimini, Brescia, Roma, Milano, Perugia».

Come fa un cieco a giocare a baseball? «E’ uno sport adattato ai non vedenti, il cieco si muove con abilità poiché sulle palline sono presenti dei sistemi sonori. L'attrezzatura consiste in una mazza da baseball di metallo, una pallina al cui interno sono inseriti dei sonagli per fare in modo che gli atleti ciechi possano udire e capire la posizione della palla e un guanto da baseball, utilizzato dai giocatori per raccogliere la pallina sonora. Nel gioco del baseball si ragiona per basi. La prima è sonora e su questa non ci si ferma mai, si va diritti alla seconda. A differenza del baseball normale, dove c'è un lanciatore che lancia la pallina dalla montagnola al centro del diamante, in quello riadattato per non vedenti non ci sono lanciatori. Il battitore in una mano tiene la pallina e nell'altra la mazza. Io, ad esempio, tengo la mazza nella mano destra e la pallina nella sinistra».

Un bilancio sull'evento di domenica? «E’ stata una giornata positiva, anche se mi aspettavo venissero più curiosi».

Ad organizzare la manifestazione al fianco di Giordano, c'era Biagio Cattano educatore scolastico dell'Uici ed allenatore di nuoto paralimpico: «Il bello di questo sport - confessa - è che i giocatori corrono da soli fra le basi perché non c'è una guida per la corsa; le guide sono presenti solo per la difesa. Un vantaggio della disciplina è sicuramente l'autonomia: c'è tutta una serie di azioni che i giocatori svolgono da soli. Il nostro obiettivo, ora, è quello di creare una squadra di baseball per ciechi a Pesaro». Erano presenti oltre al vice presidente dell'Uici Brunetti anche gli assessori Briglia e Della Dora.