Andreea e il suo “reamismo”: sabato 27 conferenza e minitrail

25 apr 2019, 08:33

La potenza della mente: “Nonostante i numerosi ricoveri post-amputazione, purtroppo ancora attuali, cerco non solo di restare a galla, ma di scalare cime. Cerco di non pensare ai dolori che sento fisicamente, e di godermi tutti i panorami e le persone meravigliose che mi circondano”.

La voglia di continuare a tenere in mano il telecomando della sua vita: “Tutti abbiamo ostacoli da superare, fisicamente e/o mentalmente, ma è molto più soddisfacente e appagante quando si impara a coglierne la bellezza collaterale. Amo coglierla nelle tante attività che mi affascinano e mi regalano emozioni”.

La capacità di rovesciare le avversità come un calzino e trasformarle in opportunità: “Credere in se stessi, nelle proprie passioni, nel proprio intuito, nell’amore che ci governa, di conseguenza nella bellezza della vita”.

E l’auto-ironia: “Non l’ho persa! La gamba l’ho regalata alla scienza”.

L’ODISSEA Infatti, quando guarda indietro alla sua odissea, Andreea Lozinca non lo fa non per versare lacrime ma seminare speranza. “Ero molto amareggiata e delusa quando ho scoperto che l’ultimo medico, di fama internazionale, che mi aveva in cura al tempo e mi aveva fatto “guarire”, non aveva rispettato un solo, semplice passaggio: seguire le linee guida sull’osteomielite, ossia fare le terapie antibiotiche necessarie. Né lui, né gli altri prima di lui che mi avevano messo le mani addosso. Ecco, penso a tutte le persone che hanno avuto e stanno avendo sotto mano: mi fa tantissima rabbia sapere che molte di queste hanno fatto o stanno facendo la mia stessa fine. Per una cosa che può essere facilmente evitata. Se avessi avuto più conoscenze mediche, e un quadro generale della situazione più chiaro, avrei amputato dopo al massimo 1-2 anni di tentativi. Ma come dico sempre, tutto va come deve andare”.

La 29enne rumena, che abita ad Arcole (Vr),  nel 2007 è stata investita da un’auto - “Che non ha mai ammesso la colpa” -, e per 4 anni e mezzo è stata ricoverata, totalizzando una quindicina di interventi per sistemare la gamba. “Dopo i primi due anni io avevo chiesto l’amputazione, ma nessuno mi aveva dato retta. Così avevo obbedito alla professionalità dei medici che volevano vedermi guarita. Nel 2008 scoprirono che ho l’osteomielite, ma non fecero mai una terapia antibiotica conforme alle linee guida. Ed è proprio questo che scoprì nel 2015, quando andai per caso andai a fare una visita nel reparto malattie infettive che fece scattare il ricovero immediato per un mese. In quei trenta giorni feci delle ricerche più approfondite sulla mia situazione e, dopo un calcolo delle probabilità, decisi subito di amputare. Naturalmente dovetti dare del tempo ai medici che capissero che realmente la mia intenzione era quella”.

REAMISMO Andreaa non rimane mai a galla, scava in profondità e scala cime con il Team Tre Gambe. Sabato 13 aprile ha fatto il vertical di Laveno Mombello verso la cima del Sasso del Ferro: 3 chilometri e mezzo con un dislivello di 900 metri.

Sabato 27 aprile, invece, a Riva del Garda, con Donna4skyrace ad una conferenza “organizzata per dare spazio alle donne che hanno qualcosa da “dire”. Parlando di donne e sport. Si tratta di portare messaggi positivi attraverso fatti e parole. L’evento non è “a porte chiuse”, ma è aperto anche agli uomini, uomini che vogliono supportarci e sostenerci”. Alle 12.30 seguirà il mini trail da Riva del Garda attraverso i sentieri della Ponale.

Per Andreea lei lo sport è “vita, rinascita, valvola di sfogo, vittoria. Ho cominciato a vedere lo sport sotto un’altra luce dopo l’amputazione. Prima era solo un impegno doveroso per la mia salute, poi ho capito che è molto altro”. Andreea si cimenta anche nel nuoto, tennis, corsa, trekking, hiking e palestra. “Ognuno di questi mi fa ricongiungere con una parte di me”.

Mai banale Andreea: “Il mio obiettivo principale per quest’anno è ascoltare la mia anima e lasciarla prendere vita. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro che ho già cominciato. Con questo, insieme al mio blog e ai social che utilizzo per esprimermi, mi piace trasmettere esempi e nozioni di positività, resilienza e forza interiore. E reamismo, una parola che ho coniato io: realismo+ottimismo. Per stare meglio fisicamente e mentalmente, per imparare ad amarsi e realizzarsi nella vita. Perché non è mai troppo tardi per ascoltarsi. Non è mai troppo tardi per amarsi. Per diventare qualsiasi tipo di persona che vuoi. Perfino se stessi. Quest’anno parteciperò ad una sfilata speciale, a Parigi, durante la fashion week. Per il momento, però, non posso svelare altro”.

“Del resto, mi piace impegnarmi con chi sa dare Valore aggiunto alle esperienze. Come Viola Murmure, una famiglia di donne fantastiche che si occupano di diffondere la cultura del benessere sessuale e proprio come il meraviglioso Team Tre Gambe, che non vedo l’ora di rincontrare e brindare insieme per una nuova vittoria. Scopritevi amanti di voi stessi, non abbiate rimpianti ma il coraggio di affrontare le vostre esperienze”.