AGITAMUS E LA PROVINCIA D’ORISTANO. AL COMPRENSIVO DI SANTULUSSURGIU TUTTO E’ PRONTO PER IL GRAN FINALE

UFFICIO STAMPA CIP SARDEGNA
Cagliari CA, Italia
Al centro il pongista paralimpico Daniel Maris catalin si prepara a giocare con i bambini di Santulussurgiu.jpg
Al centro lo psicologo dello sport Manolo Cattari si relaziona con gli studenti.jpg
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Federica Cuboni impegna severamente il dirigente scolastico Giuseppe Carta .jpeg
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Il tennistavolo affascina chiunque e Federica Cuboni si diverte un mondo.jpeg
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22 gen 2019, 12:23

Se sensibilizzati al punto giusto anche gli scolari di terza elementare e prima media possono avere un potere contrattuale dai benefici effetti. Lo ha capito il primo cittadino di Santulussurgiu Diego Loi che in occasione del convegno conclusivo di Agitamus (il progetto che mira a cementare una visione paritaria tra chi le abilità le estrinseca normalmente e chi con fondamentale originalità) ha assecondato i desiderata delle due classi. Attraverso una comunicazione epistolare gli alunni della 3^ A e della 1^ A hanno proposto che nell’antica casa nobiliare appartenuta a Donna Caterina (luogo denso di magia individuato per accogliere l’evento riepilogativo) fossero abbattute le barriere architettoniche che impedivano l’ingresso alle persone con disabilità. Detto fatto, mercoledì pomeriggio, a partire dalle 16:00 chiunque potrà varcare la soglia del palazzotto cittadino grazie all’installazione di scivoli e pedane.

Un piccolo successo dei giovani discenti che contrariamente a ciò che è accaduto nelle altre quattro sedi del progetto caldeggiato dal Comitato Italiano Paralimpico Sardegna con la collaborazione della Regione Sardegna, sono più piccoli d’età. Questo perché già avviati verso un preciso percorso che sviluppa con particolare attenzione le tematiche sull’inclusione e le pari opportunità. E a contatto con gli atleti paralimpici intervenuti nel corso dei vari moduli hanno mostrato di avere un elevato grado di empatia. Ma gli stessi ospiti si sono divertiti un mondo: a partire dalla pongista lanuseina Federica Cuboni che ha animato la lezione relativa alla disabilità intellettiva. Sullo stesso argomento si sono impegnati a fondo i cestisti dell’AIPD Oristano, accompagnati dal tecnico e motivatore Mauro Dessì. E’ intervenuto, nel segmento dedicato alla disabilità fisica, anche Daniel Catalin Maris, giocatore di tennistavolo in carrozzina, compagno di scuderia nel TT Quartu di Federica.

Nel centro del Montiferru faranno gli onori di casa il sindaco, la sua vice Francesca Citroni (politiche giovanili e cultura) e l’assessora Caterina Maria Atzori (politiche sociali e servizi alla persona).

Lo staff di Agitamus sarà rappresentato in prima fila dal commissario straordinario del CIP Sardegna Paolo Poddighe, dallo psicologo dello Sport Manolo Cattari (ideatore del progetto) dalla coordinatrice burocratica Monica Pirina e dal responsabile dei rapporti CIP – Scuola Marco Pinna. Ha dato la sua adesione anche il presidente della Federazione Italiana Tennistavolo (F.I.Te.T.) Simone Carrucciu.

Ma i veri protagonisti saranno i ragazzi dell’Istituto comprensivo di Santulussurgiu, individuato dal MIUR come centro permanente per l’inclusione e orchestrato dal dirigente e insegnante di educazione fisica Giuseppe Scarpa. I discenti della prima media sono stati seguiti dal docente di sostegno Alessandro Ledda e dall’insegnante di educazione fisica Maria Antonietta Pinna. Gli studenti della primaria hanno avuto come punti di riferimento le maestre Maria Antonietta Feurra, Maria Antonietta Poete e Caterina Mattana.

 

GIUSEPPE SCARPA CREDE NEL DIALOGO COSTRUTTIVO TRA LE PARTI CHE ANIMANO LA SCUOLA

 

In cabina di regia ma senza mai dimenticare la sua autentica inclinazione di uomo sportivo che alla burocrazia preferisce il rapporto umano. Giuseppe Scarpa, docente di educazione fisica prestato al ruolo di dirigente scolastico è un convinto assertore della creazione di una comunità autentica dove ciascuno dev’essere d’esempio nel proprio ruolo.

 

Come si trova a Santulussurgiu?

Direi bene. Essendo una piccola scuola mi avvantaggia nel conoscere bene i bambini, le famiglie e gli insegnanti; questo è un grandissimo valore per l’inclusione e per elevare i livelli di accessibilità, accoglienza e rispetto. Valori da salvaguardare soprattutto nella quotidianità.

 

Che idea si è fatto della disabilità?

Ho capito che si deve capitalizzare quello che si ha, senza rimpiangere ciò che non si ha più. Il concetto di resilienza è da spalmare non solo nell’attività sportiva.

 

Perché siete diventati centro permanente per l’inclusione?

Abbiamo avuto sempre una grandissima attenzione a certe attività sia per quanto riguarda la disabilità, sia per quanto riguarda l’inclusione nel senso più largo.

 

Sensazioni su Agitamus?

Ci riteniamo tra i pochi eletti ad avere avuto la grandissima opportunità di poter sperimentare a scuola un’attività sportiva guidata da personale preparato. Siamo stati introdotti in pratiche che altrimenti non saremmo riusciti a sperimentare.

Abbiamo lavorato bene e in maniera coinvolgente, sia con gli intellettivo relazionali di basket e tennistavolo, sia sul torball, anche se purtroppo non sono potuti intervenire gli atleti non vedenti. I ragazzi ed i bambini si sono approcciati a ciò che a loro appariva fuori dal comune in maniera encomiabile.

 

Come sono stati accolti gli atleti paralimpici?

Con molto affetto, come persone che attraverso lo sport hanno realizzato veramente tanto a dispetto delle barriere che possono avere incontrato nella loro vita. Complimenti all’anima di Agitamus Manolo Cattari perché ha catturato i bambini e gli insegnanti; non è solo un professionista importante e serio ma anche una persona che diffonde con semplicità concetti importanti.

 

Ora vi attende il convegno conclusivo..

L’esperienza è stata meravigliosa, la stiamo ancora vivendo di riflesso perché i bambini stanno continuando ad esprimere emozioni ed impressioni, e soprattutto a mantenere alti quei valori che hanno assimilato durante lo svolgimento dei moduli. E nella giornata finale vogliamo presentare alla famiglia e alle amministrazioni i nostri lavori. Mi auguro che il progetto riesca ad avere uno sviluppo ancora più ampio, perché è meritevole di una ribalta molto più importante.

 

I CESTISTI DELL’AIPD ORISTANO TRASCINANO E LANCIANO SIMPATICAMENTE GUANTI DI SFIDA

 

Li conosce da tredici anni ma certe emozioni non le aveva mai viste prima dell’esperienza di Agitamus. Lo ammette Mauro Dessì, tecnico campione del mondo dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) Oristano, team di pallacanestro che annovera gli iridati Antonello Spiga da Oristano e Fulvio Silesu da Marrubiu e che a Santulussurgiu si è presentato anche con Lorenzo Puliga, Gabriel Lotta, Cristiano Merella ed Enrico Manunta.

“Li ho sempre visti giocare, incavolarsi per una sconfitta – dice Mauro Dessì -o lamentarsi perché qualcuno li ha picchiati in campo. Oppure esaltarsi perché hanno vinto, o farsi prendere dalla frenesia durante il viaggio in aereo per la convocazione in nazionale. Ma l’emozione di poter insegnare il basket ad altri ragazzini li ha fatti andare in un brodo di giuggiole, erano felicissimi perché per la prima volta si sono trovati in una situazione del genere.

 

Il momento più bello?

Quando han fatto vedere ai ragazzini come si palleggia, come si passa, come si tira, mostrare come si può far canestro e in che maniera si può giocare insieme. Ero contento che potessero raccontarsi usando un pallone. Complimenti agli ideatori di Agitamus perché hanno avuto un bell’intuito nel proporre un progetto di questo tipo.

 

C’è stato anche il momento teorico in aula..

In quella circostanza hanno avvertito il disagio di potersi raccontare perché nessuno di loro ha una alta capacità comunicativa. Ho fatto io da tramite, ma aldilà di questo aspetto l’hanno vissuta bene. Anche gli insegnanti erano molto contenti perché i miei atleti, nella loro semplicità, hanno lanciato messaggi positivi: tutti ce la possiamo fare, tutti siamo capaci di essere protagonisti in qualche modo.

 

C’è in programma una sfida tra AIPD e Santulussurgiu

Avrebbero voluto giocare insieme già dal giorno del primo incontro. Hanno lanciato una sfida: “dai che ci rivediamo, per fare una partita”. Penso che prima o poi la organizzeremo.

 

LA CONTAGIOSA FELICITA’ DI FEDERICA

 

Federica Cuboni ha un carattere solare, lega con tutti e ama parlare della sua passione che coltiva da anni, al punto che neanche lei ricorda precisamente quando è stata la prima volta che ha impugnato la racchetta. A Santulussurgiu, accompagnata da mamma Patrizia e papà Maurizio ha lasciato i piccoli studenti a bocca aperta per i suoi colpi eleganti e perfetti, indugiando soprattutto sui suoi preferiti: il top spin, il dritto, il rovescio, il taglio di dritto e il taglio di rovescio. Di quel giorno ha un ricordo indelebile che vorrebbe ripetere in avanti: “Ho incontrato bambini simpatici – ha dichiarato Federica – ed hanno mostrato tanta voglia di imparare a giocare ma ho detto loro che non è semplice, bisogna metterci tanto impegno. Vorrei tanto parlare nuovamente con loro”. Durante la lezione anche il dirigente scolastico Giuseppe Scarpa ha voluto scambiare due tiri con lei: è stata empatia a prima vista e anche in quel caso Agitamus ha colpito nel segno.

 

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