AGITAMUS A SANTULUSSURGIU: LA DISABILITA’ COME STATUS DA SALVAGUARDARE E MIGLIORARE ANCHE CON GLI OCCHI DEI BAMBINI

UFFICIO STAMPA CIP SARDEGNA
Cagliari CA, Italia
26 gen 2019, 12:42

Si sono immedesimati nei panni dei loro amici con disabilità ma senza provare sentimenti di commiserazione. Anzi, i bambini di terza elementare e prima media dell’Istituto comprensivo di Santulussurgiu, protagonisti del progetto Agitamus, pensavano subito a soluzioni immediate volte a favorire un’esistenza senza ostacoli con il rispetto di diritti sacrosanti.

Ogni sede di lavoro del progetto, appoggiato pienamente dal Comitato Italiano Paralimpico Sardegna, ha presentato le proprie peculiarità e i bambini del Montiferru saranno ricordati per avere reso fruibile anche alle persone in carrozzina la casa di Donna Caterina, uno dei simboli architettonici lussurgesi. Ed è proprio in quel luogo ricco di storia che il progetto fortemente voluto dallo psicologo dello sport Manolo Cattari ha dispiegato i suoi effetti grazie ad una azione corale. In posizione paritaria, alla ricerca di una soluzione comune, si sono mossi sia gli studenti, sia lo staff di professori e maestre coordinato da Alessandro Ledda e vivacizzato da Mariantonietta Pinna, Caterina Mattana, Maria Antonietta Poete e Maria Antonietta Feurra.

Nel corso del convegno ospitato proprio nell’accogliente auditorium del nobile palazzotto cittadino, gli alunni hanno prima ascoltato in religioso silenzio le interessanti esternazioni fatte dalle autorità. A partire dal primo cittadino di Santu Lussurgiu Diego Loi che ha raccontato come siano stati accolti e assecondati nel momento in cui arrivati in Municipio con una lettera in mano, palesarono la necessità di un intervento importante per abbattere il sin troppo evidente ed imbarazzante limite strutturale. Il tutto è stato documentato anche attraverso un filmato, proiettato nel pomeriggio di mercoledì e che subirà un ulteriore ritocco prima di essere riproposto a Cagliari, l’undici febbraio, in occasione del rendez-vous conclusivo che accoglierà le scolaresche provenienti anche da Sassari, Porto Torres, Nuoro e Quartu S. Elena, tutte legate dalla parola “Agitamus”.

Anche il CIP isolano era degnamente rappresentato dal commissario straordinario Paolo Poddighe e dal referente per i rapporti scolastici Marco Pinna.

Manolo Cattari ha impersonato il ruolo di gran anfitrione, accompagnato dalla sua preziosa collaboratrice Monica Pirina. Non poteva mancare l’intervento del dirigente scolastico Giuseppe Scarpa, molto fiero per il lavoro svolto dalle scolaresche, ritenute le più idonee ad abbracciare questo tipo di lavoro in un bacino che annovera anche i plessi scolastici di Bonarcado, Cuglieri e Seneghe.

La componente sportiva, personificata dal presidente della FITeT (Federazione Italiana Tennistavolo) Sardegna Simone Carrucciu e dall’atleta che tanto ha incantato i discenti (il romeno Daniel Catalin Maris, carrozzato in forza al Tennistavolo Quartu) era ovviamente la forza trainante dell’iniziativa. All’arrivo del pongista paralimpico tutti gli scolari si sono precipitati all’ingresso per constatare l’efficienza di scivoli e pedane in legno appena installate. L’atleta è poi stato chiamato in causa durante l’esposizione dei tanti lavori preparati dagli allievi. Da una scatola venivano estratti dei biglietti contenenti parole attinenti il laboratorio di Agitamus che gli stessi dovevano, a braccio, spiegarne il significato. Via via sono stati commentati i concetti di sicurezza, affidabilità, accessibilità, etc.. Quando è affiorato il termine “fiducia” il protagonista di turno ha ricordato una testimonianza di Daniel, risalente ormai a un paio di mesi prima, nella quale ricordava il ruolo preponderante svolto dalla sua fisioterapista: gli aveva infuso dosi straordinarie di ottimismo subito dopo l’incidente che gli compromesse l’uso delle gambe.

Via via sono stati presentati disegni e scritti, sia sull’agibilità di Casa Caterina, sia le sulle altre esperienze vissute con il Torball e la privazione sensoriale. Hanno manifestato un vivo ricordo anche degli altri giocatori intervenuti in classe per tenere singolari lezioni, come la pongista lanuseina Federica Cuboni (TT Quartu) e gli irresistibili cestisti dell’AIPD Oristano (Antonello Spiga, Fulvio Silesu, Lorenzo Puliga, Gabriel Lotta, Cristiano Merella ed Enrico Manunta), accompagnati dal coach Mauro Dessì.

“Spesso pensiamo che i bambini non siano in grado di affrontare certi argomenti – ha rimarcato il docente Alessandro Ledda – ma in questo caso ci hanno smentito. Se presentati nel modo più adeguato alla loro età, manifestano capacità d’analisi impensabili, rivolte soprattutto alla soluzione dei problemi. Hanno colto l’essenza del progetto che ha nel suo DNA la continuità; a differenza degli altri istituti comprensivi, infatti, il nostro ha accolto protagonisti più piccoli”.

Poi traccia un bilancio generale di questa esperienza a Santulussurgiu: “Per noi è stato un privilegio aderire all’iniziativa. Tutto è stato reso più semplice grazie allo spirito di collaborazione tra le maestre e i miei colleghi delle medie; hanno concesso i loro spazi curricolari ad un lavoro extrascolastico altamente educativo ricadente sul progetto didattico della classe. E’ stato faticoso ma si spera che lasci il segno affinché i bambini lo mettano in pratica portandoselo dietro nell’avvenire”.

 

 

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