10 CERVELLI RIBELLI PER LO SPORT: GIACOMO TONIETTI ATLETA DI BASKET

Insettopia onlus
Roma RM, Italia
16 ott 2018, 08:45

Vi presentiamo uno a uno i  protagonisti del progetto 1o cervelli ribelli per lo sport sostenuto da  OSO, ogni sport oltre, promosso da Fondazione Vodafone Italia . Sono 10 istruttori di 10 sport diversi e 10 atleti autistici testimonial ognuno di uno sport diverso. 

Ecco il ritratto di Giacomo Tonietti atleta autistico testimonial del Basket. L’istruttore di basket  è stato Carlo D’Amico

La fama di Giacomo Tonietti (detto “Giacomone” ma anche “Giacomino”) negli ambienti autistici romani è dilagante. Lui è il nostro testimonial del basket per il progetto “10 Cervelli Ribelli per 10 Sport”. La prima volta che l’ho incontrato ovviamente sono rimasta impressionata dalla sua altezza. Poi in seguito ho cominciato a conoscerlo come persona e mi ha piacevolmente sorpreso la sua dolcezza e la sua innocenza con i suoi occhi di bambinone attento e curioso sul mondo…

Ci stiamo avvicinando alla festa di Halloween che per molti autistici è un appuntamento importantissimo. Lo spartiacque tra il rientro a scuola (o alle attività routinarie alternative) e l’arrivo del Natale. Tra i cultori di Halloween c’ è pure mio figlio che comincia ad andare in fissa già a metà settembre. Pretende che si faccia una festa con i “mostri e le zucche” e così anche l’anno scorso è andata così. Il primo ad arrivare, è stato proprio Giacomo accompagnato dal papà Walter che ha onorato la festa. Fantastico con il suo cappello nero a punta, felice e contento per la confusione e l’ambiente mostruoso, grande estimatore del buffet. Spero tanto che quest’anno ritorni con il suo cappello da strega.

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Ecco un ritratto di Giacomo sportivo (e non) scritto per noi dal suo papà

Giacomo è un cervello ribelle di 28 anni, non verbale, la cui caratteristica principale è di essere inserito in un corpaccione di 2 metri, pesante 145 chili, con il 65 di berretto e il 51 di scarpa. Questo cervello ribelle ha sempre trovato difficoltà ad inserirsi nei diversi contesti proprio a causa della corporatura in cui si trova, al centro dell’attenzione, della curiosità e della sorpresa (come della preoccupazione e della diffidenza) dei familiari degli altri bambini e ragazzi, degli insegnanti, degli operatori e di tutti coloro che, a vario titolo, hanno avuto a che fare con lui, soprattutto nei periodi della vita che sono complicati per ogni tipo di cervello.

Giacomo è oggi un ragazzo che, grazie all’impegno della madre che ha messo al servizio del figlio le proprie competenze nell’ambito della Psicologia della Sport, ha trovato, nelle attività sportive, una sua personale realizzazione.  Nel corso degli anni, oltre ad attività di tipo più tradizionale come l’equitazione (che ha praticato per 15 anni presso il CREC di Roma), Giacomo è stato impegnato in attività di corsa e nuoto (15 anni con il Progetto Filippide di Roma) e di basket (5 anni con la Stella Azzurra di Roma, dove ha avuto la straordinaria occasione di allenarsi settimanalmente con ragazzi che, nel frattempo, sono diventati degli autentici campioni, e 10 anni con le attività degli Special Olympic nella SMIT Roma). 

Gioca bene a frisbee ed è pronto per sperimentare nuove discipline.  Le medaglie sono per lui molto gratificanti, la medaglia è la sua motivazione principale. Per noi genitori, invece, la cosa gratificante è stata vedere Giacomo rispettare le regole e i tempi dello sport, obbedire all’allenatore, non reagire di fronte a situazione “sgradite” (un cambio in panchina o uno scontro di gioco), partecipare ad una attività di gruppo dove l’amicizia è più solida che in altri gruppi. Per i genitori di un cervello veramente ribelle inserito in un corpo gigantesco, che avevano sperato che lo sport servisse almeno a fargli scaricare energia vitale, è stato un grande risultato.

Oltre allo sport Giacomo ha dimostrato di mostrare interesse alla cura degli altri (è molto premuroso, fin troppo, ma è utile in situazioni dove serve aiutare gli altri a vestirsi, ad esempio) e alla cura della casa. Fra i compiti che sono assegnati stabilmente a lui ci sono stendere e ritirare i panni, mettere in ordine e immagazzinare la spesa, apparecchiare e sparecchiare, oltre alla frittura delle melanzane per la pasta della domenica e la preparazione del sugo al pomodoro. Prepara i caffè per tutti e serve gelato e alcoolici a richiesta. Porta il posacenere e le ciabatte, cerca il telecomando e le chiavi di casa, porta i pesi più pesanti e prende le cose posizionate più in alto. E’, insomma, pronto per una vita in comune svolgendo mansioni a metà fra l’assistente e l’assistito.

Walter Tonietti

 

ECCO I 10 CERVELLI RIBELLI PER LO SPORT E I LORO ISTRUTTORI