10 Cervelli ribelli per lo sport: Alberto Biasucci allievo di arti marziali

Insettopia onlus
Roma RM, Italia
19 ott 2018, 09:09

Vi presentiamo uno a uno i  protagonisti del progetto 1o cervelli ribelli per lo sport sostenuto da  OSO, ogni sport oltre, promosso da Fondazione Vodafone Italia . Sono 10 istruttori di 10 sport diversi e 10 atleti autistici testimonial ognuno di uno sport diverso. 

Ecco il ritratto di Alberto Biasucci testimonial per le arti marziali.  Il suo istruttore  è la Sifu Paola de Caro maestra di Wing Tsun.

 

Non poteva essere che lui il testimonial per le arti marziali. Alberto, 28 anni, è il nostro piccolo grande saggio, pacato, tranquillo, riflessivo, meditativo proprio come un monaco buddista. Attento a quello che lo circonda, pronto a rilevare qualsiasi cosa che accade intorno a lui. Calma serafica, spirito arguto, un giovane uomo dalle mille risorse e soprattutto zero attacchi di nervi, zero comportamenti problemi, insomma un mito, Alberto da adolescente mieteva successi nelle gare di nuoto della Special Olympics e arrivava il giorno dopo nella piscina dove si allenava con il petto carico di medaglie d’oro e d’argento.

Alberto era il modello dell’autistico ideale, non tanto per i successi sportivi ma per il suo carattere, il suo savoir faire, il suo bene-esserci nel mondo, la sua mansuetudine. La nonna che spesso lo accompagnava mi raccontava invece che Alberto da piccolo non era così buonino. E che anche lei s’era presa la sua dose di schiaffi, morsi e graffi. E mi mostrava pure il braccio a sottolineare che era lì che Alberto colpiva duro.

La scelta di Alberto come testimonial del wing tsun nasce anche dal fatto che l’ultima sua declinazione sportiva è il pugilato. Come ci racconta la sua mamma Beatrice sono ormai tre anni che, grazie al suo operatore, Alberto ha scoperto la palestra e l’arte del pugilato. E da ben due anni è inserito in un gruppo di atleti normodotati che si allenano sul ring.

E’ felicissimo di possedere guantoni, caschetto e salvadenti, spiega ancora Beatrice, e li mostra con fierezza mentre prepara la sacca. Racconta poi che una volta ha esibito con grande soddisfazione una piccola ecchimosi che si era procurato in un allenamento: gli sembrava una cosa molto da “maschio”. Per la mamma, Alberto non è ancora pronto per un gioco di squadra perché finora, ad esempio, non ha ancora mostrato un vero interesse per questi tipi di sport. Ad esempio davanti a un pallone non prova l’impulso spontaneo a lanciarlo.

Lo sport è sempre stato importante nella sua vita. Già all’età di tre anni è stato avviato al nuoto e allo sci. Il nuoto lo ha praticato con regolarità per molti anni e continua a farlo ancora adesso per due, tre volte a settimana andando in piscina con il padre.

E’ ormai molto inserito nel club che frequenta perché tutti lo conoscono e lo trattano alla pari. Ha fatto e diverse gare con il circuito fisdir ed è arrivato varie volte anche alle gare nazionali. Quando sta al mare, nella sua amata Sardegna, non disdegna neanche le nuotate al largo e lo snorkeling.

Bravissimo (altro che discreto, come dice mamma) è anche sugli sci. D’inverno partecipa ai campionati di Special Olympics e le sue prestazione sono sempre ottime. Ma non c’è solo sport. Albi è pure un camminatore infaticabile (fitwalker anche lui) e, abbiamo scoperto recentemente, quando la mattina non ha nulla da fare anziché giocherellare sul computer si cimenta nella lettura di un quotidiano della Capitale. Ha cominciato da poco e sembra che gli piaccia.

 

I 10 CERVELLI RIBELLI  PER LO SPORT E I LORO ISTRUTTORI